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martedì 27 giugno 2017

LEGAMI D'AMORE — il Blog di Malena ...

Malena ...

Sono nata in un paese straniero e provengo da una famiglia italiana. Fin da giovane le persone si sono sempre confidate con me: donne, giovani, figlie, nipoti, sorelle, comari, amici. Restavano ore a raccontarmi le loro storie e i sentimenti provati durante i loro vissuti. L'argomento più chiacchierato è l'amore in tutte le sue sfaccettature e ho deciso pertanto di parlarne affinché si possa trarre spunto per riflettere sulla differenza di genere.

Neve sulla spiaggia

di Malena ... - lunedì 19 giugno 2017 ore 09:59

Era un Natale di un giorno futuro…. 2050….Marina quel giorno si alzò di buon mattino e dopo aver preparato il suo solito caffè, si accinse ad organizzare la giornata più carica di significato, per lei, di qualunque altra. Le solite cose di sempre, le fece con un sapore speciale, che solo il buon umore e la giovialità caratteristica dei bambini, riescono a fare in questo modo. 

Preparare il pranzo di Natale per i suoi invitati, senza avere d’intorno, l’assillo dei tempi andati, dei bambini chiassosi e dispensatori d’intoppi d’ogni genere, se da un lato le permise di preparare con cura ogni dettaglio, dall’altro una punta di nostalgia benevola, s’affacciò alla sua mente, strappandole un sorriso, anche se pensarli con le rispettive fidanzate, nella località sciistica di montagna adesso che sono grandi, la rendeva lievemente gelosa, ma senza cattiveria, solo quella di una mamma. Il tempo passa per tutti ed è giusto sia così del resto ma anche il tempo presente di allora scorse in fretta, tanto da far arrivare i commensali all’ora convenuta. 

Andò a riceverli Roberto, il compagno di Marina e come di consueto si calò nel ruolo del perfetto padrone di casa, intrattenendo gli amici con le sue lunghe e svariate chiacchierate su un’infinità d’argomenti, durante tutto il pranzo, rendendo molto piacevole tutto. Bella giornata…. Ma finì anche quella. Marina e Roberto rimasero soli. Erano le sette di sera. Roberto avrebbe voluto aiutare la donna a rimettere in ordine e invece Marina, chiudendo la porta della cucina, prese per mano il suo uomo, lo condusse in salotto facendolo sedere, sulla sua poltrona preferita. 

Si sedette sulle sue gambe e appoggiò il capo sul petto dell’uomo ad ascoltare un cuore, che in tutta calma le cantava la melodia della serenità. I suoi occhi si posarono sull’abete addobbato a festa, intensamente colorato e luccicante, mentre l’uomo le sussurrò i suoi complimenti per il pranzo, nonché per la sua eleganza. Marina spense la luce allungando una mano, al di sopra, della poltrona, cosicché le intermittenze luminose crearono l’atmosfera, quando la musica di sottofondo canticchiò una nenia dolce e carezzevole. Roberto sollevò il mento delicato di lei, per assaporare le sue labbra come fosse, una vita intera e non solo dal mattino che non lo faceva…e lei rispose dolcemente schiudendo le labbra, per accogliere quel sapore di miele, che l’aveva da sempre fatta impazzire. 

“Sei ancora molto bella Marina, forse meglio di quando ti ho conosciuto…” con la voce rauca e leggermente eccitata, l’uomo si rivolse alla donna, staccandosi per un attimo dalle sue morbidezze. “Sì caro… dopo 13 anni… sono sicuramente molto più bella… per me viene fatto il conteggio alla rovescia!”. Scherzando un po’ e sorridendo, ma facendosi seria, riprese: “Tu hai conservato il fascino di sempre e quello veramente non ha età, perché gli anni non lo fendono con le rughe, non lo appassiscono come succede al fiore senza acqua, che reciso, muore….”. 

Abbassò il tono della voce, per rendere più penetrante quell'ultima affermazione. Si scostò dall’uomo d’improvviso, riferendogli la necessità di andare un attimo al bagno, lasciandolo alquanto deluso, anche se l’espressione che vide Marina fu un lieve sorriso, quando lei si voltò per un attimo, attraversando l’ampio salone. Una volta arrivata in bagno, la donna diede uno sguardo al suo viso e ritoccandolo leggermente con la spugnetta del fondotinta, sorrise della sua immagine riflessa, poiché si vedeva davvero molto bella. Si spogliò dell’abito nero elegante e mise addosso, una sottoveste bianca, corta, orlata di pizzo e indossò le calze velate e le scarpe anch’esse bianche, con il tacco alto, scovò dall’armadio il suo vecchio cappellino di babbo natale con le lucine e ritornò ondeggiando in sala. 

Lo sguardo di Roberto fu catturato dalla figura slanciata, partendo dai piedi che riflettevano maggiormente le ombre colorate dell’albero di Natale accanto al quale la donna si era fermata, per risalire dalla linea delle caviglie sottili, all’incavo del ginocchio e alle cosce ancora sode. Marina non si mosse ancora, dalla sua immobilità per permettere all'uomo di continuare il suo ripercorrere, stavolta dal viso in giù, i lineamenti conosciuti e amati da sempre. L’uomo incollò i suoi occhi a quelli di Marina che lo invitarono ad alzarsi per andare incontro a quelle braccia tese, che abbracciarono i fianchi morbidi e rotondi, appoggiandone il palmo delle sue mani, abbozzando un sorriso, carico di desiderio e di compiacimento, per l’originalità di quella donna, che oramai amava senza remore e che considerava sua. Le anche della femmina si contorsero sinuosamente sul pube dell’uomo rievocando sensazioni infinitesimali di lenta accondiscendenza per quel corpo eccitante, regalando quelle emozioni per sempre impresse nella mente, quelle che si rievocano nei momenti di solitudine, dedicando con questo, più del tempo che si può dare, quando non è possibile per gli impegni nei giorni usuali e consumati dallo stress. 

Dolce sentire dei sensi, quando le mani di lei, spogliarono lui e fremito del cuore di lui, quando la donna chinandosi fino all’altezza dell’inguine maschile, con la bocca rosa, delineò i contorni dell’asta ferma e decisa. Nulla potette fermare gli eventi seguenti, sul palpitare dei corpi inguaiati di passione, non travolgente ma traboccante di tenerezza, nel fare di lui, quando sdraiò sul tappeto persiano dai colori tenui, la femmina accogliente e scivolosa, senza mai smettere di baciare quelle labbra superbamente accese di libidine. 

Tutto fu pronto, nell’attimo in cui il membro maschile, sentenziò il via alle danze amorevoli, penetrando nel rifugio caldo e vischioso, riuscendo con il muoversi piano, a volare via verso l’alto, con il gioco che bruciò il fuoco dell’orgasmo. Niente fu mai uguale, nessun incontro ebbe lo stesso sapore e ad occhi chiusi Roberto sussurrò all’orecchio della sua amata: “Accoglimi Mari…”. Una volta ottenuto il suo primo respiro di beatitudine, la donna si rigirò su stessa portandosi dietro l’uomo per cavalcare con i baci sperati e desiderati quel filo riflesso di godimento, avvertendo il desiderio sincronizzato sul suo, come fosse, la favola del vissero felici e contenti fino all’eternità, tanto le sembrò che quel momento durasse. 

Ma questa volta la natura ha dato disposizioni precise e impartito gli ordini. Nessuno sa cosa sta succedendo, ma comunque s’inizia. Il tumulto del cuore percorse le strade dell’infinito, con uno strano decorso, descrivendo un sentiero complicato ma prevedibile che pur rimanendo uguale cambiò repentinamente, per combinare un orgasmo sulla sua eiaculazione, con le emulsioni dolci di lei… E’ buio… il nulla sembra essere tutto. Pare che niente accada, quando invece comunque qualcosa si muove e concretizza un futuro. Un uomo e una donna, un approccio, un filo di seta tra due respiri vicini… ed ecco che nasce la vita. 

La mattina seguente Marina sentendo oltre l’odore del caffè appena preparato, si sentì sussurrare: “Sveglia Mari…”. Aprì gli occhi con un sorriso e si dedicò a dare il buon giorno al suo uomo…, ma sentiva uno strano silenzio che non riusciva ad individuare. Roberto la incalzò ad alzarsi, anziché ritornare come sempre sotto le coperte a crogiolarsi un po’ perché era un giorno di festa: “Alzati… corri… vieni a vedere…” Si tirò su con riluttanza, ma seguì il suo compagno, a piedi scalzi. Lui la afferrò per mano e la trascinò in sala dove la sera prima avevano consumato l’amore e la tenda della porta veranda a vetri, era totalmente scostata da una parte. 

Spettacolo meraviglioso e inusuale sia per Marina che per la zona. La neve, sul suo terrazzo, bianca, completamente silenziosa e ovattata come il cotone, candida e splendente fu una sorpresa, che strappò alla donna l’esclamazione a gran voce, con l’ilarità dei bambini, ma reprimendo a stento gli urli di gioia, non riuscì a rinunciare a compiere piccoli salti, con i quali abbracciò Roberto, stringendolo forte. “Vestiti Mari… andiamo a fare due passi sulla spiaggia…”. Si vestì in fretta con la bramosia di chi ha paura che tutto finisca o con il timore che si trattasse solo di un sogno, frutto della sua fantasia e uscì accanto al suo uomo, quando i primi fiocchi di neve, cominciarono a ricadere sui loro capi coperti dai cappucci dei piumini. Davanti all’ampia distesa d’acqua Marina si voltò a guardare Roberto e semplicemente gli disse: “Ti amo e sono felice di stare con te!. Non avrei potuto chiedere di meglio al destino. Questo è il Natale che vorrei…”.

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