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venerdì 21 settembre 2018

Cronaca domenica 11 marzo 2018 ore 13:05

Cinquantenne nei guai per stalking

Divieto di avvicinamento alla ex per un 50enne pisano dopo "Episodi di violenza fisica e psichica" perpetrati nei confronti della donna



LIVORNO — La Polizia di Stato ha proceduto all’esecuzione dell’ordinanza con cui il GIP del Tribunale di Livorno, a seguito delle indagini compiute dalla Squadra Mobile e coordinate dal Sostituto Procuratore Mannucci, ha disposto, nei confronti di un cittadino italiano di oltre 50 anni e residente a Pisa, il divieto di avvicinamento alla sua ex fidanzata, straniera ma residente a Livorno, mantenendosi sempre ad una distanza di almeno 500 metri, oltre a quello di comunicazione con la donna. 

La sezione che si occupa dei reati di “maltrattamento in famiglia e stalking” della Squadra Mobile, a seguito della presentazione di denuncia da parte della donna avvenuta ad inizio 2018, è riuscita ad acquisire "Importanti e certi elementi probatori" che hanno convinto il Pubblico Ministero a richiedere al GIP un’idonea misura cautelare, utile a far cessare lo "stato di violenza fisica e psichica a cui era sottoposta la parte offesa". 

Era dagli ultimi mesi del 2017 che la donna subiva minacce e molestie, nonché "Atti persecutori che si traducevano in appostamenti sotto casa e sul luogo di lavoro. Non si esclude nemmeno che l’ex fidanzato sia stato l’autore di danneggiamenti al motoveicolo della donna". 

Nonostante la fine della relazione, l’uomo non si è dato per vinto e ha continuato ad importunarla con messaggi, telefonate, pedinamenti, lettere assillanti ed insulti di vario genere. 

Tutto ciò aveva provocato alla donna un gravissimo stato di ansia, provocandole timore per la propria incolumità, tanto da costringerla a cambiare le proprie abitudini di vita quotidiana. 

L’uomo, a seguito delle rapide indagini della Polizia coordinate dalla Procura della Repubblica di Livorno, è stato pertanto ritenuto responsabile dei reati.

Se non ottempererà, la legge permetterà ai poliziotti di provvedere con l’arresto in flagranza e con la richiesta di aggravamento della pena in carcere.



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