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venerdì 22 settembre 2017

Attualità venerdì 14 luglio 2017 ore 11:10

"Dico in concordato, atto unilaterale e scorretto"

Lo dice Filcams Cgil in merito all'attivazione della procedura per la catena di supermercati Tuodì con la conseguente chiusura di due punti vendita

LIVORNO — A pochi giorni di distanza dallo sciopero indetto dai sindacati, dopo aver illustrato la situazione debitoria della catena, Dico ha annunciato l'attivazione del concordato in continuità e la chiusura immediata di alcuni punti vendita che l'azienda definisce provvisoria e volta a garantire il rifornimento dei negozi che resteranno aperti.

"A Livorno – illustra la Filcams Cgil – sono due i punti vendita interessati, ma stiamo facendo ulteriori approfondimenti per capire se l'elenco che ci è stato inviato sia corretto: uno dei due punti vendita, infatti, è un franchising e ci è apparso molto strano che fosse nella lista".

"Nella stringata nota inviata dall'azienda - continuano dalla Cgil - si apprende che, per il momento, i livelli occupazionali saranno garantiti, l'azienda procederà a far smaltire le ferie, spostare su punti vendita limitrofi o mettere in aspettativa retribuita tutti i lavoratori dei punti vendita in chiusura, ma queste blande rassicurazioni non giustificano il comportamento unilaterale di un'azienda reticente, che, invece, avrebbe dovuto impegnarsi in un confronto franco con le organizzazioni sindacali, cercando soluzioni prima che la situazione precipitasse”.

In conclusione della comunicazione, l'azienda si prende l'impegno di affrontare con i sindacati una discussione per fronteggiare l'emergenza sociale che la crisi della catena ha comportato. “Da mesi siamo in attesa di una trattativa – conclude la Filcams territoriale – particolarmente noi che nel nostro territorio non possiamo permetterci di veder sparire altri posti di lavoro. Ora il nostro compito sarà quello di cercare di attivare il miglior strumento di ammortizzazione sociale tale da difendere tutti i lavoratori e le lavoratrici che non sono responsabili delle politiche aziendali e quindi non possono accollarsi le conseguenze dei debiti contratti perdendo il proprio posto di lavoro”.

Il prossimo faccia a faccia tra azienda e sindacati si terrà il 19 luglio in sede ministeriale. 

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