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venerdì 21 settembre 2018

Cronaca sabato 18 agosto 2018 ore 11:09

Violentata e minacciata dall'ex convivente

Nei confronti dell'uomo, un livornese di 35 anni, il gip ha emesso una misura cautelare di divieto di avvicinamento. Intanto proseguono le indiagini



LIVORNO — La procura livornese, su disposizione del gip, ha emesso un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, con prescrizioni, a carico di un cittadino livornese di 35 anni. L'ordine gli è stato notificato ieri dagli agenti di polizia della questura labronica.

Le indagini finora svolte dalla squadra mobile, sotto la direzione del procuratore capo Ettore Squillace Greco, hanno premesso di raccogliere - sottolineano dalla questura - "elementi probatori rilevanti circa i reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate, atti persecutori e violenza sessuale compiuti a carico dell’ex convivente (fatti avvenuti a partire dal 2016)".

Le indagini sono iniziate a seguito di due denunce presentate dalla donna e dalle successive precisazioni da lei rilasciate agli investigatori, nonché dalle testimonianze di numerose altre persone che erano a conoscenza delle violenze.

"L’attività investigativa - hanno specificato dalla questura - ha fatto emergere i numerosi episodi di maltrattamenti sia fisici, consistiti in percosse che hanno costretto la parte offesa a ricorrere più volte alle cure del locale Pronto Soccorso, che verbali (ripetuti insulti e offese) che il reo ha messo in atto nei confronti dell’ex convivente a partire dal 2016 unitamente ad episodi di minacce gravi alla donna e ai suoi familiari".

Circa l'accusa di violenza sessuale, questa sarebbe stata compiuta in almeno due occasioni: "costringendo la parte offesa a subire palpeggiamenti nonostante il diniego espresso dalla donna e l’episodio più grave, costringendola a subire un rapporto completo".

L’uomo si sarebbe poi reso responsabile anche di atti persecutori caratterizzati da numerosissime telefonate indirizzate all’ex convivente e pretese di essere ascoltato da quest’ultima.

Un quadro di elementi probatori assai circostanziati, rispetto a quanto denunciato dalla donna, tanto da indurre il Gip a concedere la misura cautelare richiesta, in attesa della chiusura delle indagini.



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