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giovedì 23 novembre 2017

Attualità mercoledì 13 settembre 2017 ore 19:00

"Stop burocrazia o presto un'altra alba piangente"

Il vescovo Simone Giusti

Il vescovo di Livorno Giusti, durante i funerali della famiglia Ramacciotti, si è scagliato contro le istituzioni. Nogarin: "Pensi alle anime"

LIVORNO — Il vescovo di Livorno Simone Giusti, durante l'omelia per i funerali della famiglia Ramacciotti, ha parlato della situazione della città, duramente colpita dal maltempo che ha provocato otto morti e tantissimi danni agli edifici. 

In un duomo stracolmo tantissima commozione per l'ultimo saluto alle quattro vittime della famiglia (Roberto, 65 anni, e Simone, 37, entambi molto conosciuti a Empoli dove lavoravano come assicuratori, Glenda 35 e il piccolo Filippo, di 4 anni) che abitava in un seminterrato di via Nazario Sauro.

Ai funerali ha partecipato anche il sindaco Filippo Nogarin insieme a tutta la giunta comunale. Presenti anche autorità civili e militari. 

Alla fine della funzione le quattro bare sono state accompagnate da un lungo applauso. Giusti ha parlato, durante l'omelia, di "famiglia rapita alla vita" ma ha anche detto che "la morte non è la fine di tutto". 

Il vescovo ha usato parole molte critiche nei confronti delle istituzioni: "Meglio una notte in più a casa di amici - ha detto Giusti - meglio una polemica sui giornali in più per una falsa allerta che nuovamente giorni come questi. Ma se la burocrazia con le sue terribili leggi inerziali, non cede il passo a pronti interventi di riassetto idrologico del nostro territorio a partire da Montenero e Valle Benedetta, potremo presto rivedere un alba piangente come quella del 10 settembre". 

"Il torrente e la pioggia esagerata sono i colpevoli? - si è chiesto Giusti - Ma ciò non doveva succedere, l'invaso era stato costruito proprio lì perché si riteneva impossibile potesse esondare. L'uomo crede di poter tutto prevedere ma sovente si trova davanti all'imprevedibile e tutto ciò purtroppo non è privo di conseguenze: quanto dolore oggi e per chissà quanti anni e in quante persone. Con umiltà e forte determinazione questa protervia umana deve cedere il passo all'umiltà e a concreti piani di evacuazione per aree a rischio esondazione".

Il vescovo Giusti, parlando coi giornalisti, ha aggiunto: "Le polemiche non fanno resuscitare le persone. Cambiamo i protocolli, vediamo di modificare ciò che c'è da modificare e fare ciò che si deve fare perché quello che è accaduto non accada più: ci sarà bisogno di un sistema di allarme per avvisare la gente". 

"Chi doveva gridare di uscire alla gente? Chi doveva avvertire? - ha aggiunto Giusti - Devo dare ragione al ministro Galletti, è cambiato il clima. E chi non accetta il cambiamento climatico è sonato, come si dice a Livorno. Dobbiamo cercare di evitare che queste cose accadano". Giusti poi, rispondendo a un giornalista che gli chiedeva di chi fosse la colpa della morte della morte del piccolo Filippo Ramacciotti ha risposto: "Sta alla procura che ha aperto un'inchiesta accertarlo. Ho grande fiducia nel procuratore che conosco, e mi auguro che faccia alla svelta".

Il sindaco di Livorno Filippo Nogarin ha prontamente risposto a Giusti: "Il vescovo deve fare il vescovo e occuparsi delle anime delle persone. Invece questo vescovo si occupa di cose che non sono di sua competenza".

"Noi in realtà - ha precisato Nogarin - abbiamo fatto tantissime cose da tre giorni a questa parte. Stiamo tenendo in piedi concretamente una macchina di emergenza che ha ricevuto i complimenti dei vertici nazionali della protezione civile, dimostrando che non solo la macchina amministrativa c'è ma che la città ha un cuore enorme e dopo essere stata colpita da una calamità naturale sta cercando di rimettersi in piedi in tempi record. Non mi sembra che possa recriminare qualcosa a me o alla giunta o al gruppo di maggioranza, qualcosa di differente rispetto a quello che abbiamo già fatto. Rimando al mittente questo comportamento che per certi versi mi lascia perplesso".

Questa mattina si sono svolti i funerali di altre due vittime del maltempo, Raimondo Frattali, 70 anni, nella chiesa della Ss.Annunziata dei Greci, e Roberto Vetusti, 74, al tempio crematorio del cimitero comunale. Nel pomeriggio, nella chiesa di Santa Tobia al cimitero comunale, si è celebrato anche il funerale di Martina Bechini, 34 anni. La donna prima era stata data per dispersa, poi il suo corpo è stato ritrovato senza vita. Sono previste per domani le esequie dell'ultima vittima, Giampaolo Tampucci, 67 anni.

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