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mercoledì 13 dicembre 2017

Lavoro giovedì 07 dicembre 2017 ore 14:05

Se anche la Misericordia taglia i lavoratori

Allarme dal sindacato Nidil Cgil per il ridimensionamento del personale dipendente programmato dall'arciconfraternita labronica

LIVORNO — La crisi del lavoro non risparmia neppure un'associazione come la Misericordia, che a Livorno ha deciso di mettere a casa un giovane lavoratore precario e continua a far ricorso ad assunzioni tramite agenzie interinali o a fare contratti di collaborazione a pensionati.

"Il Nidil Cgil - hanno fatto sapere dal sindacato - esprime forte preoccupazione nell'apprendere che la Misericordia di Livorno ha deciso di sfoltire il proprio organico sacrificando per l'ennesima volta un lavoratore giovane e precario. L'arciconfraternita ha infatti deciso di spostare uno dei suoi lavoratori dal servizio sulle ambulanze al servizio del centralino 118, interrompendo il contratto di un lavoratore interinale da lungo tempo applicato su quella mansione e stimato per la professionalità e l'impegno sin qui dimostrato". 

"Questa decisione - aggiungono - ci preoccupa ancor di più pensando che il 30 per cento del personale della misericordia di Livorno (ben 14 persone!) risulta assunto tramite agenzia per il lavoro e vive una situazione lavorativa precaria, senza avere nessuna certezza per il proprio futuro. Crediamo che in una città come Livorno, che manifesta tanto duramente i segni della crisi e che soffre tassi di disoccupazione giovanile drammatici, sia inaccettabile che una associazione quale è la Misericordia di Livorno possa fare cassa sacrificando lavoratori interinali, mentre si stipulano contratti di collaborazione con lavoratori pensionati che avrebbero già di che sostentare sé stessi e le proprie famiglie. Per dirla con le parole del Papa la precarietà totale è immorale, uccide la dignità, uccide la salute, uccide la famiglia, uccide la società. Il lavoro in nero e il lavoro precario uccidono".

"Come Nidil Cgil - concludono dal sindacato - ci auguriamo che si ripensi la decisione di lasciare senza lavoro un giovane precario, ma si avviino invece percorsi di stabilizzazione che dimostrino nei fatti che anche la Misericordia fa la sua parte per il rilancio occupazionale della nostra città".

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