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mercoledì 14 novembre 2018

Attualità lunedì 20 novembre 2017 ore 12:40

Dai sedimenti del porto nascono fragole e insalate

E' il risultato di un progetto coordinato dall'Università di Firenze, con la partecipazione del Cnr di Pisa e dell'Università spagnola di Elche



LIVORNO — Dai sedimenti dragati del porto di Livorno sono cresciuti melograni, fragole e lattughe, ovviamente dopo un accurato trattamento dei fanghi durato diciotto mesi.

E' il sorprendente risultato di Hortised, il progetto europeo “Life” coordinato dal Dipartimento di scienze della produzione agroalimentare e dell’ambiente (Dispaa) dell’Università di Firenze, al quale partecipano l’Istituto per lo studio degli ecosistemi (Ise-Cnr) dell’Area della ricerca Cnr di Pisa, l’Università Miguel Hernandez di Elche e due aziende vivaistiche private.

Il progetto è teso a dimostrare che dal dragaggio dei sedimenti dei corpi idrici portuali - un’attività svolta regolarmente per consentire la libera navigazione delle imbarcazioni - si possano ricavare substrati per la coltivazione nel settore del vivaismo e della frutticultura. 

L’attività dell’Ise-Cnr si è concentrata sui fanghi del porto di Livorno dragati e poi trattati per un tempo pari a 18 mesi mediante l’utilizzo di sostanza organica e piante (fitotrattamento). Il sedimento fitotrattato ha caratteristiche simili ad un suolo ed è stato, pertanto, sperimentato dagli altri partecipanti al fine di produrre cespi di lattuga e piantine di melograno e fragole.

Le piante sono cresciute utilizzando una miscela al 50 per cento di torba commerciale e fanghi trattati.

"Fino ad oggi - hanno spiegato dal Cnr di Pisa -, non erano state individuate metodologie valide per un uso applicativo dei sedimenti dragati. Lo sfruttamento della torba negli ultimi 25 anni, ha causato gravi problemi nelle aree di approvvigionamento. Diversi Paesi hanno stabilito piani ambiziosi per ridurre l’uso di torba in orticoltura, tuttavia i materiali alternativi fino ad oggi disponibili (es. corteccia di albero, fibre di legno, fanghi compostati e scarti verdi), non sono risultati soddisfacenti. Circa la metà della torba prodotta è usata per la produzione di piante ornamentali e circa l’1% viene utilizzata per la coltivazione di piante da frutto. Invece, la quantità totale di sedimenti contaminati dragati in Europa è pari a circa 200 milioni di metri cubi annui che potrebbero essere utilizzati in agricoltura cambiando le normative e le linee guida europee in campo vivaistico e agricolo". 

Con il recupero dei fanghi, in pratica, si risolverebbero due problemi: la sostituzione della torba da un lato e lo smaltimento dei fanghi dragati dall'altro.

“Nostro compito è dimostrare che questi sedimenti trattati sono congeniali all’agricoltura dal punto di vista della fertilità e della produttività agronomica – ha commentato Grazia Masciandaro dell’Ise-Cnr - e che lo sono anche dal punto di vista della sicurezza alimentare, in quanto sarà verificata l’eventuale presenza di contaminanti nella pianta e nel frutto e saranno effettuate misure per la caratterizzazione morfologica, biochimica e sensoriale dei frutti”.



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