Gli occhi di tutto il mondo sono puntati sui gravi fatti che stanno accadendo ad opera del governo israeliano contro i militanti della Global Sumud Flotilla, fra cui ci sono anche 5 toscani, di cui i due livornesi Claudio e Federico Paganelli, padre e figlio.
Dopo la diffusione di un video shock da parte ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, che ritrae gli attivisti della Global Sumud Flotilla in ginocchio e ammanettati dopo essere stati fermati dalla Marina Militare di Israele al largo delle coste di Cipro e trasferiti al porto di Ashdod, sono scattate le reazioni di condanna da parte del governo italiano e da parte del Presidente della Repubblica (leggi qui l'articolo).
In tarda serata di mercoledì 20 Maggio, l'ong Adalah che si occupa di tutela dei diritti umani ha pubblicato un aggiornamento sul suo canale whatsapp.
"Gli avvocati di Adalah, insieme a un team di avvocati volontari, hanno appena lasciato il porto di Ashdod (mercoledì sera 20 maggio) - si legge nella nota - dopo aver fornito consulenza legale a centinaia di partecipanti alla flottiglia detenuti illegalmente. A causa delle severe restrizioni di accesso, gli avvocati non sono stati in grado di incontrare tutti i detenuti. Adalah può confermare che tutti i detenuti hanno ora superato la fase iniziale di controllo dell'immigrazione israeliana e quasi tutti saranno trasferiti al carcere di Ktziot. Il team legale denuncia violazioni sistematiche del giusto processo e diffusi abusi fisici e psicologici da parte delle autorità israeliane nei confronti degli attivisti".
"Il nostro team - prosegue la nota - ha ricevuto numerose denunce di violenze estreme, che rivelano un nuovo schema di abusi fisici deliberatamente utilizzati dalle autorità israeliane. Queste violenze hanno provocato gravi e diffuse lesioni, tra cui almeno tre persone che sono state ricoverate in ospedale e successivamente dimesse. Gli avvocati hanno documentato decine di partecipanti con sospette fratture alle costole e conseguenti difficoltà respiratorie. I rapporti indicavano anche il frequente utilizzo di taser contro i partecipanti, nonché lesioni riportate a causa dell'uso di proiettili di gomma durante l'intercettazione delle imbarcazioni della flottiglia e sulla nave militare su cui erano stati trasferiti. Gli attivisti detenuti sono stati sottoposti a estrema violenza sia a bordo delle imbarcazioni che durante il trasferimento tra le barche e il porto. Inoltre, le autorità li hanno costretti ad assumere posizioni di stress; mentre venivano spostati all'interno del porto, sono stati costretti a camminare completamente piegati in avanti mentre le guardie tenevano violentemente la loro schiena. I partecipanti sono stati anche costretti a rimanere inginocchiati all'interno dell'imbarcazione per lunghi periodi di tempo".
"Oltre a questi abusi fisici, i partecipanti sono stati sottoposti a gravi umiliazioni, molestie sessuali e vessazioni. - continua la nota - Inoltre, a diverse donne partecipanti è stato strappato l'hijab dalle autorità israeliane.
Adalah continua a monitorare attentamente la situazione. I partecipanti saranno condotti domani davanti a un tribunale in attesa della loro espulsione. Adalah chiederà di essere presente a queste udienze per fornire loro rappresentanza legale. Adalah ribadisce la sua richiesta di rilascio immediato e incondizionato di tutti i partecipanti alla flottiglia, attualmente detenuti illegalmente".