Lavoro

Crisi chimica, "Serve subito tavolo regionale"

A ribadirlo è Filctem Cgil-Livorno che in una nota ha evidenziato i numeri drammatici nazionali e più in generale europei

Il report “The European Chemical Closures & Investments Radar 2022–2025” diffuso da Cefic, il Consiglio europeo delle industrie chimiche, fotografa una situazione gravissima per l’industria chimica europea: dal 2022 sono state chiuse capacità produttive per 37 milioni di tonnellate, quasi il 9% del totale, con la perdita di 20mila posti di lavoro diretti.

A proporre una riflessione su questo report è Filctem Cgil-Livorno che in una nota ha evidenziato come parallelamente gli investimenti in nuove capacità sono praticamente crollati, passando da 2,7 milioni di tonnellate annue nel 2022 a appena 300mila nel 2025.

"Non siamo davanti a una semplice fase ciclica, ma a un processo di vera e propria deindustrializzazione, alimentato da costi energetici insostenibili, debolezza della domanda, sovracapacità globale, incertezza regolatoria e da un contesto internazionale sempre più segnato da dazi e tensioni commerciali che penalizzano ulteriormente le produzioni europee rispetto a competitor che operano con regole, costi energetici e vincoli ambientali molto diversi. Anche l’Italia è pienamente coinvolta: nel periodo considerato sono state annunciate chiusure per 2,5 milioni di tonnellate di capacità, senza che emergano investimenti significativi in nuove produzioni. Questo significa perdere impianti, competenze e occupazione senza alcuna prospettiva di reindustrializzazione. Particolarmente preoccupante è la situazione della petrolchimica e dei polimeri: la chiusura di cracker e impianti a monte mette a rischio l’intera filiera, con effetti a cascata sugli stabilimenti a valle". 

Per Filctem Cgil-Livorno questo rappresenta un rischio anche per la provincia di Livorno e la Toscana. dove la chimica rappresenta ancora un presidio industriale strategico. 

"Come Filctem-Cgil Livorno denunciamo questa situazione da tempo. - hanno commentato - Senza una vera politica industriale europea e nazionale, senza interventi concreti sul costo dell’energia, senza una gestione seria della concorrenza internazionale e dei dazi, la transizione ecologica rischia di trasformarsi in una scorciatoia verso la desertificazione industriale. Per questo – ha dichiarato Stefano Santini, segretario generale Filctem-Cgil Livorno - ribadiamo con forza la richiesta già avanzata più volte: è necessario attivare subito il tavolo regionale sulla chimica promesso dalla Regione Toscana, con l’obiettivo esplicito di costruire un percorso che porti al coinvolgimento diretto del Governo e del MIMIT, perché le scelte strategiche sul futuro del settore non possono restare confinate al solo livello territoriale”.

“Non servono ulteriori studi – ha spiegato Santini - ma un confronto strutturato con istituzioni, parti sociali e imprese per mettere in campo una strategia industriale chiara per il settore, misure che restituiscano competitività energetica, sostegno agli investimenti, tutela dell’occupazione, governo della transizione ecologica, attenzione agli effetti dei dazi e delle politiche commerciali internazionali. Qui non parliamo di statistiche, ma di lavoratrici e lavoratori, di professionalità, di futuro dei territori. La chimica è un settore strategico per il Paese. Difenderla significa difendere lavoro, industria e sviluppo”.