"La situazione infrastrutturale di Livorno merita una riflessione approfondita, al di là delle contingenze. La convergenza di diverse decisioni e dinamiche rischia di compromettere strutturalmente il ruolo e lo sviluppo della città".
È questa la posizione di Livorno civica che fa un elenco delle infrastrutture necessarie e delle criticità.
"Viabilità costiera: La tratta autostradale Livorno-Rosignano presenta il pedaggio chilometrico più elevato d'Italia (0,35 euro/km, fonte Codici). - spiega Livorno civica - Questo costituisce un onere rilevante per la logistica e la mobilità di un'area portuale, in assenza di valide alternative, specialmente ora che la SS Aurelia è stata giustamente interdetta ai mezzi pesanti nel tratto del Romito grazie al lavoro di concertazione dell'amministrazione comunale visto la necessità di garantire la sicurezza del tratto stradale;
- Infrastrutture portuali strategiche: Lo scavalco ferroviario verso il porto ha visto revocati i finanziamenti statali, e al momento niente si sa sul collegamento della Darsena Europa alla rete logistica europea. Recentemente, il Ministro Rixi ha espresso perplessità sulla necessità di finanziare la Darsena Europa (fonte Il Tirreno), mettendo a rischio coerenza programmatoria e investimenti già sostenuti.
- Accessibilità da Nord: La permanente situazione di attesa per la messa in sicurezza del ponte sullo scolmatore rende cronica una deviazione che penalizza l'ingresso principale alla città e l'uscita dei pendolari. A questo si aggiunge una variante Aurelia troppo stretta, che non drena sufficientemente il traffico urbano".
"Infine, Livorno si trova ai margini anche dei collegamenti ferroviari, visto che si sta andando verso l'alta velocità solo tra Pisa e Firenze. - prosegue - Una riflessione necessaria:
Quando elementi di criticità così rilevanti e settoriali (viabilità, porto, accessi) si accumulano sullo stesso territorio, è legittimo interrogarsi sulle conseguenze sistemiche. Livorno, con il suo porto e la sua centralità nell'economia toscana, non può permettersi un progressivo indebolimento della sua connettività e competitività. La domanda che sorge spontanea è se esista una visione chiara e sostenuta a livello nazionale per il futuro di una città che svolge una funzione logistica regionale cruciale, o se si stia involontariamente avviando un percorso di marginalizzazione".
"Il rischio è quello di uno sviluppo non armonico del territorio, dove le scelte (o le non-scelte) infrastrutturali finiscono per limitare le potenzialità di un asset fondamentale per la Toscana.
È un tema che richiede attenzione, dialogo istituzionale costruttivo e una progettualità di lungo periodo che vada oltre gli steccati politici. Su questo, tutti, la città e la politica, si devono muovere uniti", conclude Livorno civica.