Attualmente nel porto diLivorno non si registra alcuna variazione del traffico marittimo per nessun tipo di merce rispetto a periodi precedenti lo scoppio del conflitto in Iran e della chiusura dello stretto di Ormuz.
La conferma arriva dagli analisti dell'Avvisatore marittimo del porto. Riguardo all'importazione di greggio, a Livorno il petrolio non arriva più da circa un anno e mezzo, ma arrivano soltanto prodotti già raffinati, dato che raffineria Eni è nella fase di riconversione in bio-raffineria.
Circa 15 giorni fa un'ultima petroliera è arrivata in porto per prelevare 22mila tonnellate di 'crudeoil' di rimanenza della raffineria che sono state trasportate per essere lavorate altrove.
Riguardo all'approvvigionamento del rigassificatore Olt al momento non risultano problemi, visto che il prodotto da lavorare arriva dalla Nigeria o direttamente dagli Usa.
Per quanto riguarda invece il rafforzamento delle misure di sicurezza in ambito portuale e lo stato di allerta, spiegano dalla Prefettura, si è già tenuto sabato scorso un comitato provinciale di ordine e sicurezza pubblica in cui sulla base delle indicazioni del Viminale sono state aumentate al massimo vigilanza e attenzione sugli obiettivi strategici come il porto di Livorno e gli interessi commerciali connessi dei traffici sia statunitensi che israeliani.