Un equipaggio della Misericordia di Livorno è stata aggredita durante un intervento di soccorso mercoledì 14 Gennaio. Nell'episodio è rimasta ferita una volontaria, ricoverata in Pronto Soccorso per accertamenti e poi dimessa con una prognosi di 5 giorni.
"L'aggressione - si legge in una nota della Misericordia - non rappresenta un caso isolato, ma l'ennesima manifestazione di un fenomeno ormai diffuso e preoccupante, che coinvolge operatori sanitari e volontari impegnati nel servizio di emergenza‑urgenza in molte realtà italiane.
Vista la situazione, la Misericordia di Livorno fa sapere che ha già avviato un confronto con le istituzioni territoriali e con le principali testate giornalistiche locali, che hanno espresso la volontà di partecipare a un percorso condiviso di informazione,bformazione e prevenzione. La Misericordia evidenzia inoltre "la necessità di affrontare con decisione il tema della sicurezza degli operatori e dei volontari che quotidianamente garantiscono un servizio essenziale alla collettività".
In particolare la Misericordia evidenzia alcuni punti su cui ritiene necessario un confronto a livello locale e regionale che riguardano la valutazione del rischio nelle chiamate al 118. Secondo la Misericordia è fondamentale comprendere se la classificazione delle chiamate integri in modo adeguato gli elementi di rischio per gli equipaggi, così da prevenire l'invio in scenari potenzialmente pericolosi senza adeguate tutele.
Altro punto riguarda l'adeguatezza del mezzo inviato. Occorre interrogarsi se il tipo dimezzo di soccorso e la composizione dell'equipaggio siano sempre coerenti con la natura dell'intervento e con i possibili rischi. Emerge poi ls necessità di un dialogo interistituzionale più efficace.
Secondo la Misericordia, un coordinamento strutturato tra 118, Questura, Arma dei Carabinieri, Prefettura e realtà del volontariato potrebbe contribuire a prevenire eventi come quello accaduto e a gestire situazioni a rischio con maggiore tempestività.
La Misericordia ribadisce che gli enti preposti alla sicurezza devono possedere una piena consapevolezza della complessità operativa dei servizi di emergenza-urgenza, svolti 24 ore su 24 da equipaggi che spesso si trovano in contesti difficili e imprevedibili.
La proposta di dotare gli equipaggi di body cam, già avanzata in precedenza, viene riaffermata come strumento deterrente e di tutela sia per ivolontari sia per i cittadini.
Si chiede poi un percorso formativo integrato con le forze dell'ordine che permetterebbe ai volontari di conoscere: quali tutele normative hanno, quali segnali di rischio possono essere riconosciuti in anticipo, come adottare comportamenti più sicuri nelle situazioni critiche.
Una' 'contaminazione positiva'' tra competenze di soccorso e competenze di sicurezza che può fare la differenza. Richieste anche procedure condivise per attivare un servizio interforze.
In alcuni casi specifici, l'attivazione automatica e coordinata delle Forze dell'Ordine potrebbe garantire l'incolumità degli equipaggi fin dal momento dell'invio.
"Non possiamo permettere che chi aiuta venga aggredito'', sottolinea la Misericordia.
La Misericordia di Livorno riafferma con forza che la sicurezza dei propri volontari e operatori è una condizione imprescindibile per continuare a svolgere il servizio di emergenza in maniera efficace e serena. L'episodio recente mette ancora una volta in evidenza la necessità di un intervento sistemico, condiviso e strutturato.
"Per questo, l'associazione chiede l'apertura di un tavolo permanente contutte le istituzioni competenti, affinché si possa lavorare insieme a soluzioni concrete e operative", si conclude la nota.