Il garante dei Diritti delle Persone private della libertà del Comune di Livorno, Marco Solimano, commenta con un intervento la notizia dell’ennesimo decesso avvenuto nel Carcere di Livorno, e porge le sue condoglianze ai familiari.
“Alle Sughere la morte arriva di notte”. Nella notte fra sabato e domenica un detenuto ha perso la vita nella cella in cui era recluso all'interno della Casa Circondariale di Livorno. - spiega Solimano - È passato dal sonno alla morte senza che nessuno ne avesse percezione, neppure i suoi due compagni di cella. La tragica scoperta la mattina di domenica alle otto, quando non ha risposto alle numerose sollecitazioni degli operatori sanitari addetti alla distribuzione dei farmaci e delle terapie. Era arrivato in Istituto da pochi giorni, aveva 48 anni ed i risultati autoptici ci diranno le cause del decesso".
"In poco meno di due anni è il quarto decesso che avviene con queste modalità, dal sonno alla morte, - prosegue Solimano - e questa realtà ci consegna riflessioni ed approfondimenti da sviluppare.Sono morti silenziose, che non fanno rumore, che non urlano e che si consumano nella solitudine e nell'isolamento, in ambienti degradati e fatiscenti che ledono profondamente il decoro e la dignità di quanti sono ristretti, ma anche di quanti, personale di polizia, educativo e sanitario all'interno di questo contesto operano quotidianamente".
"Per questo da mesi e mesi sollecitiamo con forza l'apertura del nuovo padiglione come importantissima opportunità per superare una fase emergenziale, - aggiunge - dovuta in gran parte all'asfissiante sovraffollamento, che oramai dura da troppo tempo. La morte è sempre una tragedia ed un evento devastante. La morte in un carcere, in un luogo di solitudine, privazione e dolore, aggiunge ulteriore lacerazione ed amarezza.Ai familiari del defunto le più profonde condoglianze".