"Stamani a Livorno in commissione consiliare comunale si è discusso della vertenza del call center Konecta. L’azienda, seppur convocata, non si è però presentata: si è limitata ad inviare una nota scritta".
Lo scrivono in una nota Rsu Konecta Livorno, Segreterie provinciali Slc-Cgil, Uilcom-Uil e Fistel-Cisl.
"Un fatto grave e inopportuno. - commentano i sindacati - Un vero e proprio schiaffo alle lavoratrici, alle rsu, ai rappresentanti di Slc-Cgil Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, ai membri della commissione consiliare e dunque alla città. I membri della commissione consiliare e i sindacati avrebbero avuto piacere di dialogare con l’azienda per approfondire le problematiche della vertenza ma questo non è stato possibile".
"Nella nota inviata da Konecta e letta in commissione consiliare si parla di una “crisi divenuta ormai strutturale” e della “necessità di individuare soluzioni non più procrastinabili”. - proseguono i sindacati - Il posto di lavoro delle 76 lavoratrici (alle quali è applicato un contratto di solidarietà all’80%) è appeso a un filo. Ribadiamo che se Tim confermasse l'intenzione di tagliare ulteriormente i volumi del servizio clienti 187 (al momento unica commessa gestita da Konecta a Livorno), il call center livornese andrebbe incontro a una probabile chiusura già a partire dal prossimo autunno.
Dobbiamo richiamare Tim – azienda a partecipazione statale - alla propria responsabilità sociale e pertanto auspichiamo che venga presto allestito un tavolo ministeriale a cui sia presente anch’essa".
"Nelle prossime settimane saranno allestite iniziative pubbliche per mantenere accesi i riflettori sulla vertenza. Livorno non può permettersi di perdere altri posti di lavoro", concludono i sindacati.
Nel frattempo la deputata Chiara Tenerini, segretaria provinciale Forza Italia Livorno e responsabile nazionale Dipartimento Lavoro Forza Italia annuncia un emendamento.
"Esprimo piena solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici di Konecta Livorno, coinvolti in una crisi occupazionale molto seria legata alla progressiva riduzione della commessa TIM 187. - dichiara Tenerini - Parliamo di decine di persone, molte con contratti part-time, già colpite da contratti di solidarietà pesanti e da una forte riduzione del reddito”.
“La priorità è evitare che la solidarietà diventi solo l’anticamera della chiusura del sito. Il tavolo aperto in Regione Toscana deve servire a costruire una soluzione concreta, verificando nuove commesse, percorsi di riqualificazione e possibili forme di reimpiego. Monitorare la crisi non basta: bisogna provare a governarla”.
“Il problema dei call center non riguarda solo Livorno. È una criticità diffusa, che nasce spesso da commesse fragili, cambi di gestione e processi di riorganizzazione che rischiano di scaricarsi sui lavoratori. Per questo servono strumenti più forti di continuità occupazionale, soprattutto quando servizi analoghi vengono affidati o acquistati dalla pubblica amministrazione”, aggiunge.
“Sto lavorando a una proposta emendativa al decreto lavoro che preveda, per i servizi di call center oggetto di affidamento pubblico, l’inserimento nei bandi di misure volte a favorire il riassorbimento del personale già impiegato nel settore, con particolare attenzione ai lavoratori coinvolti in crisi di commessa, in cassa integrazione o in altri strumenti di sostegno al reddito. È una misura di buon senso: se la pubblica amministrazione continua ad affidare servizi di assistenza e contatto con l’utenza, deve poter contribuire a non disperdere professionalità già formate”, spiega Tenerini.
“Ci sono anche esperienze regionali che meritano di essere approfondite, come il reimpiego di lavoratori provenienti dai call center in progetti di digitalizzazione e dematerializzazione documentale. Non esistono ricette automatiche, ma esistono modelli da studiare e adattare. Anche la Toscana dovrebbe verificare se vi siano spazi analoghi, legati alla digitalizzazione della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici. Livorno non può permettersi di perdere altri posti di lavoro. Ora servono responsabilità dell’azienda, impegno vero della Regione e un lavoro istituzionale serio per trovare nuove attività. I lavoratori hanno già fatto sacrifici importanti: adesso servono risposte”, conclude Tenerini.