Politica

Livornesi bloccati in Qatar, l'appello

Appello alle istituzioni di Pd e Cgil di Livorno per far tornare in Italia i propri concittadini. Chieste cifre esose per il volo

Foto di archivio

"Ci sono anche dei livornesi fra gli italiani intrappolati a Doha. Chiediamo al Governo un impegno concreto perché rientrino velocemente in sicurezza".

Lo scrivono in una nota congiunta Barbara Bonciani, responsabile relazioni internazionali Unione Comunale Pd Livorno, e Alberto Brilli, segretario dell'Unione Comunale Pd Livorno.

"Sono ancora molti gli italiani bloccati in Medio Oriente che hanno chiesto aiuto per rientrare a casa dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran; attacco del quale il governo italiano non era stato avvisato in anticipo, tanto che il Ministro della Difesa si è trovato del tutto inconsapevolmente a Dubai durante l’aggressione. - prosegue la nota - Di fronte ad un Medio Oriente in fiamme i ministri Tajani e Crosetto hanno riferito alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, con un resoconto dei fatti; ma mancano risposte su cosa il Governo intenda fare per fermare l’escalation, su come intenda sostenere il passaggio alla democrazia in Iran e sull’eventuale utilizzo delle basi italiane, non escluso, seppure l’art. 11 della nostra Costituzione dica chiaramente che l’Italia ripudia la guerra".

"In questo quadro, tutt’altro che rassicurante, c’è l’emergenza del rientro in sicurezza dei tanti italiani, circa settantamila, che per motivi di lavoro o di viaggio sono rimasti intrappolati in Medio Oriente, in attesa di poter rientrare. Fra questi ci sono anche una decina di livornesi bloccati a Doha che chiedono al governo rassicurazioni per potere rientrare in sicurezza quanto prima, considerato che il Qatar è uno dei maggiori bersagli del conflitto in corso, sia per i suoi giacimenti di gas naturale, sia per i numerosi siti industriali, che per la presenza di una delle basi americane più importanti nella zona. L'Ambasciata italiana a Doha ha raccomandato ai connazionali di rimanere dove si trovano, limitare gli spostamenti allo stretto necessario e attivare l'app "Viaggiare Sicuri"". 

"La Farnesina ha aumentato le linee telefoniche di emergenza, che fino allo scorso martedì avevano già ricevuto più di diecimila chiamate, stando a numeri forniti dall’unità di crisi. Tuttavia, le notizie che arrivano da Doha dai nostri concittadini non sono rassicuranti. Non è infatti ancora chiaro per loro come rientrare con percorsi sicuri in Italia. I primi giorni sono stati sistemati in albergo senza bagagli e medicinali, fra loro ci sono anche persone che hanno bisogno di assistenza medica, anche un malato oncologico che è rimasto senza terapia per alcuni giorni. Lo spazio aereo è chiuso e l’unica via d’uscita è raggiungere l’Oman. Ad aggravare la situazione sono i prezzi dei voli, sempre più cari, che il governo chiede di acquistare a proprie spese (3600 euro a testa per un volo Riad – Fiumicino)", si legge ancora nella nota.

"Nel frattempo, continuano le esplosioni e i bombardamenti, con detriti che arrivano anche in aeroporto. Come Unione Comunale Pd di Livorno esprimiamo la nostra solidarietà a tutti gli italiani rimasti in Medio Oriente e ai nostri concittadini livornesi intrappolati a Doha. - si conclude la nota - Chiediamo al Governo di impegnarsi in modo concreto, attivando percorsi sicuri per il loro rientro. Abbiamo visto atterrare con gioia a Milano Malpensa il volo che ha riportato in Italia i circa duecento studenti liceali che erano rimasti bloccati a Dubai. Lunedì sono rientrati a Roma con un volo charter altri 127 cittadini italiani, tra cui la moglie e i figli del ministro della Difesa Guido Crosetto, ma sono ancora tanti gli italiani bloccati nei paesi del Golfo che hanno chiesto aiuto al Governo per poter tornare in Italia. Chiediamo aiuto per i livornesi rimasti bloccati a Doha, perché vengano assistiti in modo concreto per poter rientrare in sicurezza nella nostra città. Per questo chiediamo al Prefetto, come rappresentante del Governo sul nostro territorio di avere notizie sullo stato di integrità dei nostri concittadini e sui percorsi attivati per il loro rientro in sicurezza nella nostra città".

"A quanto apprendiamo in questi tragici giorni di escalation militare in Medio Oriente anche una delegata sindacale del Comune di Livorno, di ritorno da una vacanza, è rimasta bloccata in Qatar (a Doha). - dichiarano Gianfranco Francese, segretario generale Cgil Livorno e Letizia Carmignani, segreteria Fp-Cgil Livorno, - Facciamo appello alle autorità perchè sia garantito un rientro in sicurezza per tutte le persone che si sono trovate a transitare negli aeroporti delle zone di guerra sia per ragioni di turismo che di lavoro".

"Abbiamo appreso da fonti di informazione nazionale che la Farnesina non organizza direttamente i rientri ma invita a consultare il portale Viaggiare Sicuri dove si prevedono trasferimenti su mezzi privati in mezzo al deserto con destinazione Riad e conseguenti voli a carissimo prezzo. Una vera e propria speculazione ai danni dei cittadini italiani. La cosa ancor più inaccettabile è che tra i voli disponibili ci sono anche quelli di ITA Airways.
Se anche il Ministro della Difesa italiana ha avuto la sventura di rimanere bloccato in zone di guerra, e si presume che le sue fonti informative dovessero essere ben più dettagliate di quelle messe a disposizione di privati cittadini, non è accettabile che si tratti tutti i cittadini coinvolti in questa vicenda come sprovveduti vacanzieri: sono cittadini italiani, spesso lavoratori e lavoratrici ai quali deve essere garantita la sicurezza negli spostamenti nell'area attualmente più pericolosa del pianeta", concludono dalla Cgil.