Lavoro

Pierburg, prosegue l'iter per la vendita

Dall'incontro al Mimit emerge che la decisione è attesa entro settembre per i tre stabilimenti italiani. I commenti dopo l'incontro

Nuovo tavolo al Mimit dedicato alla vertenza Pierburg, azienda del settore automotive specializzata nella produzione di componenti per motori, a seguito del processo di vendita che coinvolge oltre 350 lavoratori nei tre stabilimenti italiani di Lanciano, Livorno e Torino.

Come spiega il Mimit in una nota, durante la riunione, l’azienda ha comunicato che il percorso di vendita è ormai avviato verso la fase conclusiva: restano infatti due manifestazioni d’interesse vincolanti in fase di valutazione, entrambe orientate alla crescita industriale, e una di esse si aggiudicherà gli asset.


Pierburg ha inoltre precisato che, nel corso delle prossime settimane, verrà individuata la proposta maggiormente orientata al rilancio industriale dei siti produttivi: l’obiettivo è quello di giungere alla chiusura dell’operazione entro il mese di Settembre.

L’azienda condividerà la soluzione finale in sede ministeriale prima della sottoscrizione, in coerenza con lo spirito di confronto che ha caratterizzato il tavolo sin dal suo inizio.


Il Ministero, valutando positivamente l’approccio di condivisione adottato dall’azienda, ha manifestato l’intenzione di riconvocare il tavolo in sede plenaria non appena emergeranno elementi di novità significativi.

La Regione Toscana fa sapere che, con il presidente Eugenio Giani e il consigliere per le crisi industriali Valerio Fabiani, sta monitorando attentamente questi delicati passaggi affinché sussistano le necessarie garanzie riguardo primariamente alla tutela dei lavoratori e al futuro del sito produttivo.


“Un futuro che dovrà essere di lungimirante pianificazione industriale - ha detto il presidente Giani - Vogliamo allontanare nettamente qualsiasi ipotesi speculativa e ricevere le più ampie garanzie riguardo alla tutela dell’occupazione e all’elaborazione di piani industriali credibili. Diversamente ci opporremo a prospettive che non rispettino queste premesse”.


“Come istituzioni vogliamo essere coinvolte - ha detto Valerio Fabiani - per poter dare il nostro contributo in una fase cosi delicata, sulla scorta di quanto peraltro già avvenuto in altre situazioni. Pensiamo per esempio all’azienda Magna per la quale è stato recentemente sottoscritto un protocollo al Mimit, che ringrazio anche per l’attività di monitoraggio che sta svolgendo su Pierburg. Se saremo posti di fronte ad una solida operazione industriale - ha concluso Fabiani - faremo la nostra parte, nell’interesse dei lavoratori e del territorio”.

"In questo scenario – dichiara Federico Mirabelli, Assessore al Lavoro e alle Attività Produttive del Comune di Livorno – l’Amministrazione Comunale continua a ritenere fondamentali due condizioni:la continuità produttiva, garantita da un piano industriale credibile e sostenibile nel medioperiodo, e il mantenimento dei livelli occupazionali".

All'incontro in modalità da remoto, oltre alla direzione aziendale e alle Istituzioni, erano presenti anche le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali e le Rsu degli stabilimenti coinvolti nel processo di cessione.

"Nel corso dell’incontro è stato ricordato l’impegno assunto dall’azienda a comunicare preventivamente qualsiasi decisione relativa alla cessione del comparto civile e automotive a livello globale. - spiega Massimo Braccini, Segretario generale Fiom Livorno - Abbiamo tuttavia evidenziato come il Consiglio di Amministrazione di Rheinmetall abbia formalmente deliberato il 17 dicembre 2025 la vendita della divisione civile “Power Systems”, che comprende le attività automotive e le altre attività civili, inclusi gli stabilimenti Pierburg, tra cui Livorno. L’azienda ha comunicato che le offerte vincolanti per l’acquisizione sono attualmente due: Aurelius Group, società di investimento alternativo; Ecco Group, specializzata in operazioni di corporate carve-out.È stato inoltre riferito che nel primo trimestre 2026 avverrà la scelta dell’acquirente e la firma del contratto di vendita, mentre il completamento formale della transazione è previsto entro il 30 settembre 2026".

"Come Fiom, - prosegue Braccini - ribadiamo con forza la necessità di ottenere: tutela dell’occupazione e stabilità dei siti produttivi, con la salvaguardia dei livelli occupazionali; chiarezza e trasparenza sul perimetro della cessione; piani industriali e investimenti certi, in grado di garantire la continuità produttiva; definizione precisa delle linee di prodotto; garanzie contrattuali per tutte le lavoratrici e i lavoratori, inclusi percorsi di riqualificazione o ricollocazione in caso di ristrutturazioni".

"Tutti questi elementi dovranno essere formalmente allegati all’atto di vendita, con penali vincolanti in caso di mancato rispetto degli impegni assunti. Continueremo a mantenere un confronto costante con le lavoratrici e i lavoratori, a seguire passo dopo passo l’evoluzione della vertenza e a difendere con determinazione l’occupazione, le professionalità e la continuità produttiva degli stabilimenti. La mobilitazione continua", conclude Braccini.