Lavoro

Pierburg, "firmata cessione, atto grave"

Cgil: "Rheinmetall firma la vendita ad Aequita. Grave atto nei confronti delle istituzioni e dei lavoratori".

Durante il presidio

"La formalizzazione dell’accordo di cessione degli stabilimenti Pierburg di Livorno e Lanciano al fondo tedesco Aequita rappresenta un fatto estremamente grave sul piano delle relazioni industriali e del rispetto degli impegni assunti nei confronti delle istituzioni e dei lavoratori".

Lo dichiarano in una nota congiunta Massimo Braccini, segretario generale Fiom-Cgil Livorno, e Gianfranco Francese, segretario generale Cgil Livorno.

"In questi mesi si sono svolti numerosi incontri presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, durante i quali Rheinmetall aveva dichiarato la propria disponibilità ad affrontare il futuro dei siti italiani all’interno di un percorso di confronto istituzionale finalizzato alla definizione preventiva di adeguate garanzie occupazionali e industriali. - proseguono Braccini e Francese - Oggi constatiamo invece che la vendita è stata formalmente sottoscritta in modo unilaterale, senza che tali garanzie siano state preventivamente definite, rese vincolanti e condivise con le organizzazioni sindacali e con i lavoratori. Si tratta di una decisione inaccettabile che disattende gli impegni assunti davanti al Governo e svilisce il ruolo del tavolo ministeriale. Rheinmetall non è un’azienda in crisi. È uno dei principali gruppi industriali europei della difesa, con risultati economici straordinari e importanti commesse pubbliche, anche finanziate con risorse dello Stato italiano". 

"Nonostante ciò, ha scelto di cedere le attività italiane a un fondo di investimento senza aver prima costruito le necessarie tutele per lavoratrici e lavoratori, diversamente da quanto avvenuto in Germania. - proseguono - Le dichiarazioni diffuse da Rheinmetall e Aequita non possono sostituire accordi sottoscritti. Le promesse non bastano. Servono impegni scritti, verificabili ed esigibili che garantiscano occupazione, continuità produttiva, investimenti e prospettive industriali per i siti di Livorno e Lanciano. La risposta dei lavoratori è stata immediata e straordinaria. Lo sciopero e il presidio davanti lo stabilimento Pierburg a Livorno del 4 giugno hanno registrato un’altissima partecipazione, a testimonianza della forte preoccupazione e dell’indignazione diffusa tra i dipendenti. Un segnale chiaro: i lavoratori non intendono pagare il prezzo di un’operazione decisa sopra le loro teste e senza adeguate garanzie sul proprio futuro".

"Per queste ragioni - proseguono Braccino e Francese - chiediamo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy la convocazione urgente del tavolo ministeriale, con la presenza di Rheinmetall e Aequita, affinché venga presentato un piano industriale dettagliato che indichi investimenti, prospettive produttive, livelli occupazionali e tempi di sviluppo dei siti italiani. Riteniamo inoltre necessario che le commesse pubbliche affidate a Rheinmetall siano strettamente collegate al rispetto dell’occupazione, del territorio e degli impegni assunti nei confronti delle istituzioni e delle rappresentanze dei lavoratori.
La Fiom-Cgil e la Cgil di Livorno considerano questa vicenda tutt’altro che conclusa. Da oggi si apre una nuova fase di mobilitazione e iniziativa sindacale, coordinata tra gli stabilimenti di Livorno e Lanciano".

"Pretendiamo risposte, pretendiamo garanzie e pretendiamo il rispetto degli impegni assunti davanti alle istituzioni e ai lavoratori. I lavoratori saranno presenti e mobilitati. Se l’azienda intende parlare del loro futuro, il confronto deve avvenire nelle sedi istituzionali competenti. Li aspettiamo al Mimit", concludono.