Lavoro

Pierburg, "impegni precisi prima della cessione"

Massimo Braccini, segretario generale Fiom Livorno, chiede garanzie precise per i lavoratori al gruppo Rheinmetall

"La decisione di Rheinmetall di svalutare di 350 milioni di euro la propria divisione civile rappresenta un passaggio rilevante nel percorso di cessione dei 18 stabilimenti inseriti nel perimetro di vendita, tra cui Pierburg Livorno".

Massimo Braccini, segretario generale Fiom Livorno, interviene sulla vertenza Pierburg.

"Si tratta di un’operazione contabile che non comporta uscite immediate di denaro, ma che riduce il valore della divisione nel bilancio consolidato del gruppo e definisce la base economica con cui i nuovi acquirenti subentreranno nella gestione. - prosegue Braccini - Tra i soggetti interessati figurano i fondi tedeschi Aurelius Group ed Ecco Group. In Germania l’azienda ha già siglato un accordo con le organizzazioni sindacali per garantire occupazione e continuità contrattuale. L’intesa stabilisce inoltre che eventuali attività civili provenienti dai siti che resteranno sotto il controllo diretto di Rheinmetall vengano discusse prioritariamente per gli stabilimenti tedeschi, consolidandone la prospettiva industriale".

"Non esiste alcuna ragione industriale per cui attività analoghe non possano essere valutate anche per Pierburg Livorno. - aggiunge Braccini - La cessione riguarda l’intero settore automotive civile, quindi non possono esserci condizioni di partenza differenziate tra stabilimenti della stessa operazione.In Italia, però, non sono state formalizzate garanzie equivalenti. È già aperto un tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ma il confronto deve tradursi in atti formali e vincolanti". 

"Al tavolo del Mimit chiederemo garanzie occupazionali e industriali equivalenti a quelle definite in Germania, valutazioni equilibrate sulle eventuali riallocazioni produttive, impegni chiari e strumenti che prevedano anche eventuali sanzioni in caso di mancato rispetto degli accordi. Formalizzare garanzie solo per alcuni stabilimenti prima della cessione crea un’asimmetria inaccettabile. Rheinmetall deve assumere impegni precisi prima della vendita, così come è avvenuto in Germania. - conclude Braccini - L’azienda ha il dovere di assumersi fino in fondo l’onere sociale e industriale di questa transizione, garantendo continuità produttiva, salvaguardia dell’occupazione e prospettive concrete per le lavoratrici e i lavoratori che oggi rischiano di pagarne il prezzo. La svalutazione è un atto contabile, ma le scelte che la accompagnano sono politiche e industriali. Per questo chiediamo responsabilità e coerenza: le stesse condizioni riconosciute ai lavoratori tedeschi devono essere garantite anche in Italia".