A Livorno si è svolta lo sciopero globale per il clima, la manifestazione sia intrecciata con il No Meloni Day, contestando le politiche del Governo sulla scuola e sull’istruzione, mettendo al centro un legame sempre più evidente fra tutela dell’ambiente, difesa dei diritti e condizioni materiali di vita (leggi qui l'articolo collegato).
L'Unione sindacale di base ha sottolineato lo spirito della protesta, annunciando una nuova iniziativa di sciopero per il 30 Ottobre.
"Studenti e studentesse hanno attraversato la città in corteo, insieme a tanti insegnanti che hanno scioperato e partecipato alla mobilitazione, dirigendosi verso quello che è diventato, ormai da mesi, uno dei luoghi simbolo delle lotte ambientali livornesi: l’oasi urbana di via Goito, conosciuta come Orti Urbani. - hanno evidenziato - Una vertenza che richiama l’attenzione della città e non solo, e che concentra rivendicazioni che vanno oltre la difesa dell’area verde. Dire no alla cementificazione significa difendere gli spazi comuni e le comunità che li abitano, rivendicare il diritto a una città vivibile e il valore sociale del territorio, contro una logica che subordina tutto alla rendita e al profitto privato. Come USB abbiamo proclamato lo sciopero provinciale del comparto scuola e sostenuto la mobilitazione di studenti e insegnanti. La partecipazione conferma che le lotte possono convergere e rafforzarsi, quando riconoscono le radici comuni dei problemi che attraversano la scuola, il lavoro e la vita quotidiana".
"È un legame che abbiamo già visto prendere forma nelle mobilitazioni dello scorso autunno e che oggi ritroviamo nelle strade di Livorno.- hanno proseguito - Non si tratta soltanto di guardare a un’esperienza passata, ma di costruire le condizioni per dare continuità a queste lotte e renderle più incisive. Per questo guardiamo già al 30 ottobre, allo sciopero internazionale dei porti e allo sciopero generale contro il carovita, i salari bassi, il riarmo e l’economia di guerra per il diritto all’abitare. Anche qui i temi si richiamano a vicenda: mentre aumentano le difficoltà materiali per chi vive del proprio lavoro, si continuano a destinare risorse al riarmo, si comprimono i salari e si lasciano territori e servizi pubblici esposti a interessi economici che non rispondono ai bisogni collettivi".
"Dalla piazza di oggi allo sciopero generale del 30 ottobre, il filo che unisce le lotte è lo stesso ed è su questo terreno che studenti e studentesse e lavoratori e lavoratrici possono continuare a incontrarsi, dando forza a una mobilitazione capace di bloccare il paese ancora una volta", hanno concluso dal sindacato.