Cronaca

Truffa del finto carabiniere, arrestato un uomo

Aveva truffato una donna ma la Polizia di Stato e la Polfer lo hanno trovato e arrestato. Ecco la ricostruzione dei fatti

La Polizia di Stato ha tratto in arresto un uomo per rapina impropria in concorso. Decisivo l'intervento della Polizia Ferroviaria di Livorno e Firenze che ha permesso di recuperare l'intera refurtiva e di bloccare anche la complice.

L'episodio si è verificato nella mattinata del 1 Ottobre, intorno alle ore 10,10, quando alla Sala Operativa della Questura di Livorno è giunta la segnalazione di una truffa appena consumata ai danni di una donna sessantenne in zona Fabbricotti.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile e dell'Ufficio della Polizia di Stato tutto è iniziato alle 9,20 con una telefonata sul telefono fisso di casa. All'altro capo del filo un uomo che si qualificava come un Maresciallo dei Carabinieri di La Spezia. Il pretesto, ormai noto alle cronache, è quello più subdolo: due cittadini stranieri avrebbero utilizzato un'auto intestata al padre defunto della vittima per commettere una rapina in gioielleria.

Per "escludere" i suoi gioielli dalle indagini, la donna avrebbe dovuto elencare, pesare e mettere sul tavolo tutto l'oro e i contanti che aveva in casa.

La telefonata è stata gestita con grande pressione psicologica: mentre la vittima era tenuta impegnata sul fisso, riceveva contemporaneamente una seconda chiamata sul cellulare da un'utenza privata, con l'ordine di lasciare il telefonino sul tavolo e di non chiudere la comunicazione, e soprattutto di rimanere sola in casa, facendo allontanare anche la collaboratrice domestica presente.


Dopo circa dieci minuti, al citofono si è presentato un uomo - giacchetto blu, pantaloni scuri, borsello nero. Dopo aver mostrato rapidamente un telefono cellulare come fosse un tesserino di riconoscimento, è entrato in casa e si è diretto dritto verso il tavolo dove la vittima aveva riposto, come da istruzioni, circa 34 grammi di monili in oro e 300 euro in contanti.

A quel punto l'uomo ha afferrato tutto e lo ha infilato nel borsello. La donna, resasi conto dell'inganno, ha tentato di trattenerlo afferrando la borsa. Per reazione, è stata violentemente spintonata contro il muro, rischiando di cadere a terra, per poi vedere il malvivente darsi alla fuga a piedi in direzione Via Mameli.


Le urla della vittima hanno attirato l'attenzione della collaboratrice e di alcuni vicini che hanno immediatamente allertato il 112 Numero unico per le emergenze. Fondamentale è stata la rapidità nella diramazione delle descrizioni alle Volanti. Alle ore 10,45, a soli 35 minuti dalla truffa, il personale della Polizia Ferroviaria - Polfer di Livorno ha notato in Piazza Dante, davanti alla Stazione FS, un soggetto perfettamente corrispondente alla descrizione.

Fermato per un controllo, l'uomo ha fornito false generalità, risultate poi inesistenti alla banca dati S.D.I. Proprio da quel controllo è emerso un dettaglio decisivo: lo stesso individuo era stato controllato il giorno prima a Firenze insieme ad una donna nota per reati contro il patrimonio..Da lì l'intuizione investigativa.

Attraverso una verifica sui biglietti ferroviari acquistati, il personale del Compartimento Polfer di Firenze è risalito alla complice, che aveva appena acquistato un biglietto Livorno-Firenze e poi Firenze-Napoli.

La donna è stata rintracciata dalla Polizia Giudiziaria del Compartimento di Firenze ancora in possesso dell'intera refurtiva asportata a Livorno. L'oro e il denaro sono stati integralmente recuperati e restituiti alla vittima, che è stata accompagnata presso gli Uffici della Questura per sporgere formale querela ed è stata trasportata al Pronto Soccorso per le cure del caso, con una prognosi di pochi giorni per lo stato di agitazione e le contusioni riportate.

L'uomo è stato tratto in arresto per rapina impropria in concorso e condotto presso la Casa Circondariale di Livorno a disposizione della Procura della Repubblica. Lo stesso è stato inoltre denunciato per false attestazioni a Pubblico Ufficiale.


L'attività rientra nel più ampio dispositivo di prevenzione e contrasto alle truffe agli anziani disposto dal Questore di Livorno.


La Polizia di Stato ricorda di diffidare sempre di chi, telefonicamente, chiede denaro, oro o gioielli spacciandosi per appartenente alle Forze dell'Ordine, Avvocati o Tribunali. Nessuna Forza di Polizia chiede mai denaro a domicilio. In caso di dubbio, chiudere immediatamente la telefonata e chiamare il 112.