La Direzione Marittima di Livorno ha coordinato, tra il 20 e il 24 Aprile, un’articolata operazione di controllo finalizzata alla tutela del patrimonio ambientale marino e delle risorse ittiche, con particolare attenzione alla salvaguardia delle specie demersali, fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi marini.
L’attività si inserisce nell’ambito di un più ampio piano nazionale, coordinato dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, volto a garantire la corretta applicazione della Politica Comune della Pesca dell’Unione Europea e a contrastare ogni forma di sfruttamento illecito delle risorse del mare.
È proprio in questo contesto che due pescherecci livornesi sono stati sorpresi mentre operavano con reti a strascico non conformi alla normativa nazionale ed europea. Gli attrezzi da pesca risultavano infatti dotati di maglie di dimensioni inferiori rispetto ai limiti consentiti, rendendoli particolarmente dannosi per l’ecosistema marino, in quanto capaci di catturare anche esemplari in fase giovanile, compromettendo il naturale ciclo di ripopolamento delle specie.
Le unità sono state intercettate in mare dalle motovedette della Guardia Costiera di Livorno e Piombino e, a seguito dell’accertamento delle irregolarità, è stato intimato ai comandanti di fare immediato rientro in porto.
Le successive verifiche tecniche, effettuate da personale specializzato mediante l’utilizzo di strumenti elettronici per la misurazione delle maglie, hanno confermato le violazioni.
È quindi scattato il sequestro sia delle reti illegali sia del pescato, successivamente devoluto in beneficenza. Ai comandanti delle imbarcazioni sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo pari a 4.000 euro.
Nel corso della stessa operazione, la Guardia Costiera di Piombino ha inoltre sequestrato numerosi esemplari di astici e aragoste rinvenuti a bordo di altri due pescherecci durante le operazioni di sbarco al rientro in porto.
I crostacei, di particolare pregio commerciale, erano stati catturati in violazione del periodo di fermo biologico stabilito dalla normativa vigente, che ne vieta la pesca e la commercializzazione nei mari nazionali dal 1 Gennaio al 30 Aprile.
Anche in questo caso, ai responsabili sono state comminate sanzioni amministrative per un totale di 4.000 euro. Gli esemplari sequestrati, ancora vivi, sono stati rigettati in mare, contribuendo così alla tutela e alla conservazione delle specie.
L’operazione conferma il costante impegno della Guardia Costiera nell’attività di prevenzione e repressione degli illeciti in materia di pesca, a tutela non solo dell’ambiente marino e della sostenibilità delle risorse ittiche, ma anche della sicurezza dei consumatori, che potrebbero altrimenti essere esposti all’acquisto e al consumo di prodotti non conformi e privi delle necessarie garanzie igienico-sanitarie.
Le attività di controllo proseguiranno senza soluzione di continuità su tutto il territorio, con l’obiettivo di assicurare il rispetto delle regole e la protezione del patrimonio marino.