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giovedì 24 maggio 2018

INCONTRI D'ARTE — il Blog di Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci è nato Pontedera e vive a Calcinaia. Giornalista e critico ha pubblicato numerosi volumi sul cinema e sull’arte. Tra le sue pubblicazioni “Paolo e Vittorio Taviani , la poesia del Paesaggio”, editore Gremese. Ha diretto la rivista letteraria Ghibli ed ha collaborato con importanti istituzioni pubbliche. Attualmente è funzionario della Regione Toscana.

​Ciro Palumbo: la rinascenza della pittura

di Riccardo Ferrucci - venerdì 11 maggio 2018 ore 18:15

Ciro Palumbo con Riccardo Ferrucci

Nelle Sale Fabiani di Palazzo Medici Riccardi a Firenze è stata inaugurata con successo la mostra dell’artista torinese Ciro Palumbo dal titolo “Rinascenza - la pittura, un segreto non ancora svelato”. L’esposizione vanta il patrocinio della Città Metropolitana di Firenze e della Regione Toscana, realizzata in collaborazione con 7ettanta6ei Art Gallery di Milano. Ciro Palumbo è nato a Zurigo nel 1965. Il suo percorso artistico prende l’avvio dalla poetica della scuola Metafisica di Giorgio de Chirico e Alberto Savinio, per reinventarne tuttavia i fondamenti secondo un’interpretazione personale del tutto originale. “Rinascenza” è uno dei viaggi più affascinanti compiuti recentemente dall’arte contemporanea. Palumbo provoca nei suoi dipinti un “disvelamento” graduale della verità , scoprire il segreto della vita, fare luce dove l’ombra s’addensa e la voce della poesia si fa più alta. E’ un cantico delle creature, una vita che raggiunge un’altra dimensione, quella del sogno e della poesia. La pittura diventa mistero, visione totale, capacità di guardare oltre le barriere e volare nel cielo tra sogno e utopia. Abbiamo incontrato l’artista e cercato di scoprire insieme alcuni dei segreti della sua pittura.

La tua mostra si lega al Rinascimento, ad autori importanti per Firenze e la storia dell’arte come Michelangelo e Botticelli, mentre la tua pittura precedente si richiama ad autori più vicini come De Chirico e la pittura metafisica. Da cosa nasce questo viaggio nel passato ?

Le nostre origini artistiche e culturali affondano in tempi ancora più remoti, ma per poter pensare al domani è necessario gettare uno sguardo alle nostre spalle per capire quali sono le fondamenta dei nostri pensieri. Ho voluto intitolare la mostra Rinascenza per comprendere che per vedere un mondo nuovo bisogna passare attraverso un cambiamento profondo dello spirito umano e bisogna andare a capire cosa è successo nel passato. Artisticamente il Rinascimento è stata una svolta epocale, sono stato incuriosito da questo movimento ed essendo a Firenze sono andato a scoprire quali sono stati i mutamenti dell’arte. Questo è stato il motivo iniziale, poi la mostra ha preso un viatico suo, una sua strada creativa.

Un’altra caratteristica del tuo lavoro è quella di procedere per progetti, per cicli di opere, attorno a nuclei poetici e narrativi diversi. Ricordo una bellissima mostra “Homo Viator” dedicata al tema del viaggio che hai presentato al Museo Piaggio di Pontedera.

I mie interessi cadono su argomenti, sensazioni, incontri, letture che mi viene voglia di approfondire e da questa ricerca nascono delle visioni, delle immagini che poi possono diventare delle opere. Per dare un ordine alle mie storie, che diventano una sorta di romanzo scritto sulla tela, ho bisogno di mettere dei confini ai miei viaggi ed ai miei sogni. Poi può capitare che il mio percorso mi faccia tornare a temi e cicli di opere già affrontate in mostre precedenti.

Un grande regista cinematografico Andrei Tarkovskij , che è vissuto per un periodo a Firenze, diceva che coloro che rimarranno nella storia del cinema sono tutti poeti. Pensando ad autori come Fellini, Visconti, Kubrick. Te credi di essere un poeta della pittura e qualcosa del tuo lavoro resterà nella storia della pittura contemporanea ?

Una mia mostra si intitolava “Il poeta visionario”, dove in catalogo venivano pubblicate delle poesie inedite di Aldo Nove. In questo confronto ho scoperto che la parola poetica di Nove e la mia pittura avevano una connessione. Credo umilmente di lavorare come un poeta, quando dipingo i miei guerrieri sono i guerrieri della poesia, sono portatori di poesia e non di guerra. Credo che noi artisti dobbiamo avere un linguaggio poetico nella forma, nei pensieri. Mi piacerebbe tanto poter essere considerato un poeta della pittura.

C’è un richiamo evidente nella tua pittura alla metafisica, a De Chirico e Carrà. Ti riconosci in questo tipo di pittura od è soltanto un’etichetta che ti hanno attribuito ?

Sono affascinato dalla pittura metafisica, per il suo mistero e la sua forza. A vedere un dipinto dove c’è un cielo verde che va a finire in un giallo acido mi ponevo delle domande su quanto mistero e melanconia esistono in questi dipinti. La pittura metafisica è stato un riferimento e lo è anche oggi per il mio lavoro. Quella sospensione delle cose, nel silenzio delle nostre coscienze, è una cosa che mi attrae profondamente.

Essere a Firenze, con una tua mostra, nella culla del Rinascimento e confrontarsi con autori come Michelangelo e Leonardo ti spaventa ?

Avere una personale a Palazzo Medici Riccardi mette molta soggezione, comunque non sono qui a misurarmi con questi grandi maestri. Però credo che quando uno si mette in gioco non deve misurarsi con i numeri piccoli, ma si deve misurare con i numeri grandi. Avere un desiderio ambizioso di raggiungere una verità poetica e pittorica.

Riccardo Ferrucci

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