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Attualità sabato 28 marzo 2020 ore 09:00

Nome in codice Mascherina 1522

L'iniziativa lanciata da Staffetta democratica vuole aprire alle vittime di violenza un ulteriore canale per denunciare



LIVORNO — Mascherina 1522 è il nome in codice lanciato da Staffetta democratica per aprire, alle vittime di violenza domestica, un ulteriore canale, costituito da farmacie e presidi sanitari, per denunciare in questo periodo di isolamento domiciliare forzato imposto dall'emergenza sanitaria.

La Segretaria Cgil provincia di Livorno con delega alla sicurezza e alle politiche di genere Patrizia Villa ha scritto alla vicesindaca Monica Mannucci, all'assessore Andrea Raspanti e alla Consigliera di parità Cristina Cerrai: 

"Il Coordinamento donne Cgil provincia di Livorno  - scrive Villa- intende far sentire la presenza della Rete antiviolenza in questo momento di grande preoccupazione e disagio. Come avrete sicuramente sentito, le segnalazioni ai numeri appositi crollano, le donne sono in trappola e possiamo contare solo sul coinvolgimento dei vicini che potrebbero udire e segnalare. Questa è una cosa che va sicuramente fatta, ma vorremmo che insieme a questo suggerimento si sostenesse anche la campagna Mascherina 1522 lanciata da Staffetta democratica, nella speranza che venga ufficialmente accolta. Mascherina 1522 è un nome in codice per denunciare la violenza. La proposta prevede che basti entrare in una qualsiasi farmacia o in qualsiasi presidio sanitario e dire mascherina 1522: il grido di aiuto sarebbe a quel punto raccolto e farebbe scattare l'intervento delle forze dell'ordine. Il nome in codice consentirebbe perciò alle vittime di denunciare l'abuso senza neanche dover fare una telefonata".

"Sarebbe importante - prosegue Villa- trovare il sostegno del Comune per far stringere un'intesa in tal senso tra farmacie comunali e Ordine dei farmacisti. Sarebbe fondamentale anche il sostegno in tal senso del Centro di ascolto antiviolenza – Sportello Vis della Provincia di Livorno. Auspichiamo ovviamente anche la collaborazione delle farmacie private, di questura e prefettura: l'obiettivo comune di tutti noi è infatti quello di poter porgere un aiuto concreto alle donne vittime di violenza in famiglia della nostra città. Sui canali social della Cgil provincia di Livorno (ma anche il resto della Toscana si sta attrezzando ) la proposta è già partita".



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