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Cronaca mercoledì 11 ottobre 2017 ore 15:21

Traffico di rifiuti, spedizioni anche da Livorno

Operazione della Guardia Costiera a livello nazionale con sette arresti. I rifiuti metallici contaminati partivano anche dal porto livornese



LIVORNO — Due anni di attività investigativa, coordinata dalla DDA di Roma, hanno portato la Guardia costiera a sgominare un cartello di imprese dedite al traffico internazionale di rifiuti metallici contaminati che spediti via mare su container da vari porti italiani (Civitavecchia, Livorno, La Spezia, Genova e Ravenna), raggiungevano Cina, Indonesia, Pakistan e Corea.

Le operazioni sono state dirette dall'Ammiraglio Giuseppe Tarzia, all'epoca dei fatti Comandante del porto di Civitavecchia, ed oggi di Livorno.

Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha emesso sette ordinanze di custodia cautelare e disposto il sequestro preventivo di diversi stabilimenti in Lazio e Umbria oltre a svariati milioni di euro.

I soggetti arrestati e le loro aziende, mediante vari giri di false attestazioni e certificati - secondo gli inquirenti - acquistavano rifiuti industriali complessi e contaminati e, dopo aver simulato lo svolgimento di procedure di bonifica in Italia, lo rivendevano come materiale recuperato e "pronto forno" per un nuovo ciclo produttivo. In realtà i rifiuti, in Italia, subivano solamente una macinatura e, fortemente inquinati, venivano spediti via mare nelle destinazioni internazionali, senza nessuno scrupolo per la salute.

Per questo, all’operazione è stato dato il nome “End of Waste”.

46.000.000 di euro l'anno è la media del giro d'affari derivante dal traffico illecito che emerge dalle indagini.



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