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Casa di Comunità, presentati i servizi

La struttura è stata finanziata con 1 milione e 260mila euro di fondi Pnrr. Presente a Collesalvetti il presidente regionale Eugenio Giani

Durante la presentazione a Collesalvetti

Si è svolta oggi a Collesalvetti la presentazione della Casa di comunità di fatto ultimata e che aprirà nelle prossime settimane. Le opere sono pressoché compiute ed è stata l’occasione per illustrare i servizi che offrirà. Alla presentazione era presente anche il presidente della Toscana Eugenio Giani. 

La Casa di comunità di Collesalvetti entro fine Marzo aprirà i battenti. All’iniziativa con il presidente Giani c’erano la direttrice dell’Asl Toscana Nord Ovest Maria Letizia Casani, la sindaca di Collesalvetti Sara Paoli e la direttrice della Zona distretto livornese Cinzia Porrà.

L’edificio, sorto su un’area di proprietà comunale concessa gratuitamente dal Comune di Collesalvetti per novantanove anni all’Asl, è stato realizzato ex novo su un unico livello al piano terra, con una superficie lorda di circa 400 metri quadri, in modo da garantire piena accessibilità, funzionalità dei percorsi e collegamento con gli spazi esterni. Con l’occasione sono stati sistemati anche aree pertinenziali e parcheggi.

Nell'area sorgeranno anche altri servizi. La struttura, che rappresenta un presidio sanitario di prossimità, ospiterà attività di accoglienza, il Punto unico di accesso, ambulatori per medici di medicina generale e specialisti, infermieristica di famiglia, servizi sociali, spazi per la comunità e locali di supporto. 

L’opera è stata interamente finanziata con fondi Pnrr per circa un milione e 260mila euro. Per ridurre i consumi energetici particolare attenzione è stata dedicata ai materiali ed installato un impianto fotovoltaico.

Sarà una casa di comunità di tipo ‘spoke’, ovvero una struttura periferica aperta sei giorni su sette da lunedì al sabato, con la presenza di medici e infermieri per dodici ore. Si potranno fare anche prelievi del sangue, nonostante non sia un servizio obbligatorio per questo tipo di struttura.

Cresceranno i servizi sanitari finora offerti, grazie anche alla telemedicina; sarà dispensata assistenza domiciliare. La costruzione che al momento ospita il centro socio sanitario continuerà ad accogliere il servizio di continuità assistenziale e il consultorio.

Nelle prossime settimane saranno organizzati ulteriori momenti di informazione rivolti a cittadinanza ed associazioni.

“Le Case di comunità - sottolinea il presidente Giani - rappresentano uno dei pilastri più concreti della riorganizzazione della sanità territoriale in Toscana: siamo partiti con settantasette progetti e oggi possiamo dire che, salvo pochissime eccezioni, stanno arrivando tutti a compimento nei tempi previsti". 

"Questo risultato - evidenzia ancora il presidente - è frutto di un grande lavoro di squadra che voglio condividere con gli amministratori del territorio e con i direttori generali delle Asl”.

Le Case di comunità finanziate in Toscana con il Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, sono settanta (altre hanno ricevuto finanziamenti diversi), ventitré gli ospedali di comunità e trentasette le Centrali operative territoriali.


“Con le case di comunità - commenta l’assessora alla sanità e alle politiche sociali, Monia Monni - l'integrazione sociosanitaria diventa realtà: uno spazio dove si potranno trovare tutti i professionisti legati alle cronicità, tutto ciò che non è ospedale ma è un punto di primo soccorso per i codici minori, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta”. 

“Questa riforma - aggiunge - porta le risposte più vicine a dove i bisogni nascono, in modo da consentire la creazione di una rete sul territorio, e permette agli ospedali di specializzarsi ulteriormente. Non ci sarà più soltanto una porta di accesso al sistema sanitario, spesso quella del pronto soccorso, ma saranno di più le porte per arrivare però a un percorso unico di presa in carico delle persone”.


“Le case di comunità creano anche un circuito virtuoso – interviene ancora Giani - e la presenza associata di medici di famiglia in un’unica sede, oltre a facilitare risposte ai bisogni di salute della persone, favorisce investimenti in diagnostica e tecnologie avanzate, crea sinergie e consente di modellare servizi e attrezzature sulle esigenze specifiche del territorio”