"In riferimento all’impianto di produzione di energia elettrica sull’isola di Capraia, Enel precisa che è attualmente in corso un intervento di aggiornamento tecnologico per il miglioramento delle performance complessive, attraverso la sostituzione delle macchine esistenti con tecnologie più moderne ed efficienti".
Lo fa sapere la stessa Enel attraverso una nota.
"In virtù della significativa variazione dei consumi tra le stagioni invernale ed estiva - prosegue la nota Enel - e dei nuovi limiti ambientali previsti dalla normativa MCP (Medium Combustion Plant), si è reso necessario installare nuovi motori di diversa potenza e sistemi di filtrazione fumi più efficaci.
Questi interventi permetteranno di gestire meglio l’impianto in tutte le stagioni, riducendo l’impatto ambientale, migliorando l’affidabilità del servizio elettrico per residenti e turisti e diminuendo il consumo di combustibile, nonché le emissioni complessive".
"Enel – che opera in Italia e nel mondo come uno dei principali operatori integrati con l’obiettivo di favorire la transizione energetica, la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile – resta a disposizione di Istituzioni e stakeholders per ogni ulteriore chiarimento e approfondimento del caso", si conclude la nota Enel.
Sulla questione erano intervenute nei giorni scorsi Legambiente Arcipelago Toscano e Si-Avs Elba, temendo un ritorno al fossile.
Mentre oggi il consigliere regionale Alessandro Franchi ha annunciato una interrogazione in Consiglio regionale.
"Capraia non può e non deve tornare indietro di dodici anni. Il passaggio dal biodiesel al gasolio fossile per l’alimentazione della centrale elettrica è un salto nel passato che tradisce la vocazione di un’isola simbolo della sostenibilità mediterranea. Per questo sto preparando un’interrogazione alla Giunta regionale, pur consapevoli che la Regione non ha competenze dirette sulla gestione energetica delle isole minori non interconnesse, è doveroso che la Toscana faccia sentire la propria voce per fermare questa scelta anacronistica", ha dichiarato Alessandro Franchi, consigliere regionale del Partito Democratico, annunciando l’atto ispettivo in merito alla decisione di Enel Produzione di abbandonare il modello "Capraia Isola Verde" basato sui biocarburanti per tornare all’impiego di combustibili fossili.
"Dal 2014 Capraia rappresenta un’eccellenza nazionale - sottolinea Franchi. Grazie al biodiesel, il Comune meno popolato della Toscana ha ottenuto le 5 Vele di Legambiente, il Blue Mediterranean Award e ha avviato percorsi di certificazione internazionale come il label Smilo. Smantellare questo modello significa distruggere la credibilità costruita in anni di impegno da parte della comunità locale e delle istituzioni. Non possiamo accettare che un’isola che è per due terzi Parco Nazionale e cuore del Santuario Pelagos venga declassata a polo del diesel fossile per mere logiche di profitto o pigrizia logistica".
Il consigliere Pd contesta inoltre le giustificazioni tecniche addotte per l'operazione: "Presentare il ritorno al gasolio come un "miglioramento dell’efficienza grazie all’uso dell’urea è un’operazione di puro "greenwashing". L’urea riduce gli ossidi di azoto, come previsto per legge, ma non ha alcun impatto sulla decarbonizzazione" .
"Chiederò al presidente Giani e all'assessore competente di attivarsi immediatamente nei confronti del Governo e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. È necessario un confronto con Enel per bloccare questa manovra e rilanciare, invece, progetti come "Capraia Smart Island" o l’integrazione con le energie rinnovabili offshore. La transizione ecologica si fa con il coraggio e l'innovazione, non incatenando il futuro dei nostri territori più fragili e preziosi all’economia del fossile", conclude Franchi.