La città di Livorno ha celebrato la ricorrenza del 25 Aprile, Festa della Liberazione dal regime nazifascita.
Durante la cerimonia avvenuta questa mattina, oltre al Prefetto di Livorno, al sindaco Salvetti e alle altre autorità civili, militari e religiose e alle associazioni, era presente anche l'onorevole Pier Luigi Bersani.
"Il 25 Aprile di ogni anno ascoltiamo discorsi ed interventi sull’importanza della giornata odierna. Pace, libertà, dignità, coraggio e antifascismo sono le parole d’ordine. È giusto così, dobbiamo farlo, dobbiamo insistere per raccontare attraverso le parole il senso di ciò che è stato fatto 81 anni fa.
Ma questo non basta perché nel presente, puntualmente, le cose vanno peggio, dopo ogni 25 aprile c’è un anno dove gli auspici vengono inevitabilmente cancellati. - ha detto il sindaco Salvetti - Basta misurare con la memoria i 12 mesi che abbiamo vissuto.
Abbiamo richiamato la pace… e gli scenari di guerra si sono moltiplicati. Abbiamo richiamato la libertà. e ovunque, a cominciare dal nostro paese, siamo stati alle prese con chi stronca il dibattito e reprime il dissenso".
"Abbiamo chiesto dignità…- ha aggiunto il sindaco - e le situazioni in cui le persone vengono messe in condizioni di non vivere dignitosamente si sono allargate. Abbiamo chiesto coraggio e ci siamo dovuti aggrappare a leader di altri paesi come Pedro Sanchez per sentire parlare di coraggio e soprattutto vedere atti coraggiosi. Abbiamo fatto continuamente riferimento al tema dell’antifascismo e ci siamo sentiti dire con un atteggiamento canzonatorio "ma basta con il fascismo, è una cosa morta e sepolta 80 anni fa". No amici, non possiamo accettare tutto questo e oggi in questa città e in questa piazza, con ancora più forza, dobbiamo fare riferimento a queste 5 parole e collegarci dei fatti concreti. Dobbiamo impegnarci a dare un contributo per la pace, apprezzando la libertà di cui disponiamo grazie al sacrificio dei partigiani, mostrando grande dignità e costruendo condizioni di vita dignitose, il tutto con coraggio e senza paura, richiamando il valore dell’antifascismo perché il fascismo non è finito, perché non è solo un periodo storico ma un atteggiamento mentale che ritroviamo anche oggi in mille situazioni, perché come ha detto bene Massimo Giannini alcuni giorni fa, oggi siamo chiamati a vivere un era in cui molti, anche tra chi ricopre cariche pubbliche, "non hanno smesso di essere fascisti, hanno solo smesso di vergognarsene"".
"Per questo da Livorno ancora una volta arriverà un segnale che contribuiremo a diffondere, orgogliosi e convinti, un segnale di questa piazza, un segnale dalle banchine del porto dove tra poche ore arriverà la 24esima nave Ong con migranti a bordo, un segnale dai nostri teatri e dalle nostre piazze dove si susseguono momenti e racconti di storie di valorosi, un segnale dalla Fortezza Nuova dove da oggi fino al primo maggio sentiremo parlare di Libertà e lavoro. Livorno è questa, se ne facciano una ragione", ha concluso Salvetti.
"Celebriamo questo 25 Aprile nell’ottantesimo di uno degli anni più luminosi della nostra storia. In quel ‘46 la libertà riconquistata mette fondamenta e radici. Per la prima volta votano e si candidano le donne. - ha detto Bersani - Nasce la Repubblica. Si avvia il percorso della Costituzione, che le altre potenze sconfitte non avevano neanche potuto sognare. Solo noi, perché solo noi avevamo avuto la Resistenza e forze politiche e culture plurali che l’avevano interpretata. Viene da qui l’obbligo storico e morale per chi giura sulla Costituzione di riconoscere nella Resistenza il suo fondamento e di inchinarsi al 25 Aprile".
"No mi dispiace signor presidente del Senato: la pietà e il cordoglio sono per tutti ma l’omaggio è solo per chi ci ha ridato la libertà a prezzo della vita", ha concluso Bersani.