La disparità di genere in ambito marittimo/portuale è ancora oggi un fenomeno ben presente e tangibile ma si cominciano a intravedere i primi importanti segnali di un cambiamento. Ne è convinto il segretario generale dell'AdSP, Pierpaolo Danieli, intervenuto ieri pomeriggio al convegno "Porto e Leadership femminile", organizzato dal Soroptimist Club Livorno presso il Terminal Crociere dello scalo labronico.
Danieli ha ripercorso la propria esperienza personale: entrato in Accademia nel 2000, con il primo corso misto, ha spiegato di non aver vissuto direttamente le difficoltà legate all’ingresso delle donne in un settore, quello della Marina Militare, tradizionalmente a prevalenza maschile. "Per me il ricambio generazionale è stato naturale, non ho avvertito lo shock, pur essendo consapevole dei paletti normativi dell'epoca", ha raccontato, ricordando che all'inizio nelle Capitanerie di Porto esistevano percentuali massime che non potevano essere superate, così come limitazioni in alcuni percorsi speciali, poi cadute. "Oggi - ha sottolineato - la presenza di superiori donne è considerata normale e non mancano curricula che si avvicinano alla soglia del grado di ammiraglio, un traguardo ormai sdoganato".
Il passaggio più sentito dell'intervento ha riguardato l'equilibrio tra vita familiare e professionale. Secondo Danieli, le politiche attive di genere non sono una questione puramente femminile, ma uno strumento indispensabile per permettere a entrambi i genitori di conciliare carriera e affetti. Una consapevolezza maturata anche sul piano personale: "Ho un figlio molto piccolo e anche mia moglie lavora. È complicato".
La risposta, per il segretario generale, è il gioco di squadra: in ogni ambito si può fare qualcosa. A cominciare dal comparto portuale per decenni rimasto un territorio maschile, anche se "negli anni 80 furono assunte per la prima volta, proprio a Livorno, tre donne. Un primato nel panorama nazionale".
Da allora la strada è stata lunga, anche nell'Autorità di Sistema Portuale, dove le donne rappresentano il 44% del personale e il 50% della componente dirigenziale. Il segretario generale ha spiegato di aver preso coscienza, nel corso dei mesi, delle trasformazioni in atto nel lavoro marittimo-portuale, con l'emergere di nuove professioni che non richiedono particolare forza fisica. Un divario che in passato poteva farsi sentire e che "oggi è superato dalle tecnologie".
Sul fronte delle iniziative concrete, Danieli ha ricordato che l'Ente portuale si è già dotato di una propria politica, ottenendo la certificazione sulla parità di genere, attestazione dell'importanza che l'Ente attribuisce al tema. "L'impegno - ha però precisato - non può fermarsi ai confini dell'Autorità: va promosso anche all'esterno, coinvolgendo tutti gli stakeholder del sistema portuale".
Il dibattito ha beneficiato di numerosi contributi di spessore che hanno analizzato il tema da diverse prospettive professionali. Dopo i saluti istituzionali della vicesindaca Libera Camici, del prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, dell'ad di Porto immobiliare, Lorenzo Riposati, e della presidente del Soroptimist, Alessandra Querci, si sono alternate al tavolo dei relatori figure chiave della governance e dell'imprenditoria locale: Roberta Macii (dirigente gare e contratti dell'AdSP), Monica Bellandi (presidente di Interporto Toscano Amerigo Vespucci), il Capitano di Corvetta Diletta Volpe, Gloria Dari (presidente di Spedimar), Valentina Ercoli (direttore operativo di Seatrag) e Francesca Marcucci (presidente di Confcommercio).