Attualità

I manifestanti occupano la stazione marittima

Corteo di manifestanti a Livorno contro la guerra e a difesa della Flotilla e della Palestina. La nota di Usb

Il corteo a Livorno

"La nuova Flotilla è stata attaccata dall’esercito Israeliano. Più di cinquanta barche sono state sequestrate al centro del Mediterraneo, a grandissima distanza dalle acque israeliane, nei pressi dell’isola di Creta. La marina militare israeliana ormai si considera padrona del mare ed agisce senza più alcun rispetto del diritto internazionale, violando impunemente un sistema di regole che i governi occidentali hanno ampiamente dimostrato di non voler difendere".

Lo scrive Usb Livorno che ha preso parte alla manifestaziome svoltasi oggi.

"Circa 400 attivisti provenienti da diverse parti del mondo, tra i quali figurano tanti italiani, che erano partiti nei giorni scorsi per una nuova spedizione di denuncia delle atrocità commesse da Israele ma anche per provare ad aprire un corridoio umanitario con le popolazioni di Gaza, sono quindi state sequestrate da Israele in pieno Mediterraneo. È un atto di pirateria condotto da uno Stato che non riconosce più alcuna regola internazionale", prosegue Usb.

"L’Unione Sindacale di Base chiama a mobilitarsi i propri iscritti e delegati e ad essere presenti in tutte le iniziative che si stanno promuovendo in varie città per sostenere la Flotilla. Questa nuova coraggiosa impresa si inserisce oggi in un contesto ancora più complesso e drammatico di quello dello scorso autunno. Ora il conflitto si è esteso anche ad altri paesi e popoli e la minaccia di Israele è diventata ancora più pesante, dentro una situazione in cui sono in corso l’aggressione all’Iran e al Libano e le azioni militari ed economiche contro Cuba e Venezuela. C’è un rischio crescente di coinvolgimento del nostro paese nella guerra, mentre vengono confermati i piani di riarmo e le complicità economiche e commerciali dell’Italia con i paesi in guerra, a cominciare dallo stesso Israele. L’Usb è attiva da tempo per cercare di fermare il traffico delle armi e promuovere la mobilitazione dei lavoratori contro la pretesa sempre più insistente di coinvolgerli in operazioni di trasporto delle armi.
Il mar Mediterraneo non appartiene a Israele. Rilascio immediato di tutti gli attivisti e piena libertà di navigazione. L’Italia deve rompere le relazioni economiche, diplomatiche e commerciali con Israele.
Con la Palestina nel cuore. Fermiamo la guerra e il traffico delle armi", conclude Usb.