Si è concluso alle ore 17.30 di oggi l’incontro sulla vicenda degli Orti urbani di via Goito, tenutosi nella Sala Giunta del Palazzo comunale tra i rappresentanti dell’Amministrazione comunale, i rappresentanti della ditta Frangerini proprietaria dell’area e i rappresentanti del Comitato Orti Urbani.
A fare il punto dopo l'incontro è il sindaco di Livorno, Luca Salvetti.
“Noi abbiamo sempre avuto tre riferimenti, la salvaguardia del documento di programmazione urbanistica, l'acquisizione pubblica del massimo possibile di verde da salvaguardare per la collettività e la serenità in città, attraverso il dialogo che azzera le possibilità di scontri e tensioni. - ha spiegato Salvetti - Sul primo punto il percorso è chiaro, con una programmazione che rappresenta il meglio nella storia urbanistica di Livorno. Perché noi abbiamo pianificato nell’interesse della città e perché la trasformazione di questa pianificazione comporterebbe un peso elevato e ingiusto sulle casse pubbliche e sui soldi dei cittadini".
"Sul secondo punto - ha proseguito il sindaco - noi vogliamo lavorare con associazioni e cittadini sulla realizzazione di un’oasi verde pubblica salvaguardata e con confini più ampi possibili, l’idea è quella di non modificarne le caratteristiche attuali. Sul terzo punto come abbiamo fatto per Chiccaia, Torre della Cigna e altri luoghi occupati siamo un esempio per tutti del no alle azioni muscolari e del sì al dialogo. Partendo dalla scheda di Piano che è stata approvata dal Consiglio comunale dopo che noi abbiamo inserito modifiche a favore del pubblico, diminuendo gli indici di edificabilità da 6.100 a 4.500 metri quadri, siamo andati oltre. Abbiamo chiesto e ottenuto l’Ok per entrare in possesso subito dell’80% del parco, per gestirlo immediatamente".
"Abbiamo chiesto ed ottenuto la non invasività dei cantieri che dovranno essere piccoli e ai margini dell’area. - ha proseguito Salvetti - Oggi abbiamo chiesto e ottenuto la disponibilità a compattare ancora di più i cantieri e a ridurre ulteriormente l’impronta di edificazione spostandola in un unico cantiere ai margini dell’area. Infine abbiamo proposto un’ulteriore idea al proprietario ovvero quella di spostare il proprio finanziamento dagli interventi a favore del verde sulla parte dell’oasi urbana pubblica all’80%, come era previsto dalla scheda, ad un'altra area della città da desigillare, depavimentare e rinaturalizzare. Avremmo pensato al piazzale della Rotonda di Ardenza che è una distesa di cemento e che potrebbe invece diventare un bosco sul mare facendo avanzare l’attuale rotonda verde. Il tutto per avere un saldo “verde” assolutamente positivo per la città e per tutti quei cittadini che giustamente si stanno preoccupando per le risposte di Livorno ai cambiamenti climatici".
"Nell’ottica dell’equilibrio di diritti privati e esigenze di sostenibilità della città, siamo convinti che questa sia una bella soluzione da prendere in seria considerazione da tutti i soggetti coinvolti, per chiudere una vicenda in serenità e con un vantaggio pubblico e generale indubbio”, ha concluso il sindaco.