Attualità

Via Cambini, dubbi del Comitato Modì

Per il Comitato è necessario atrendere e chiede per Arpat possa monitorare i livelli fonometrici

Foto di repertorio

 L’avvio del servizio steward in Via Cambini è stato accolto dalla cronaca locale con toni che definire trionfalistici sarebbe riduttivo. Leggere di una “prova superata” dopo appena poche ore di monitoraggio ci lascia, come Comitato Modì, sospesi tra lo stupore e una ragionevole perplessità. Se bastano tre persone in pettorina per risolvere in una sola notte un conflitto urbano che logora i residenti da oltre sei anni, siamo di fronte a un evento che ha del prodigioso. Viene quasi da chiedersi come mai, in tutto questo tempo, nessuno avesse mai pensato di impugnare questa “bacchetta magica” prima d’ora".

Lo scrive il Comitato Modì in una nota.

'Non chiamatele “esigenze”: il riposo è un diritto. Dalle dichiarazioni apparse sulla stampa, notiamo che l’Amministrazione parla spesso di voler “venire incontro alle esigenze dei residenti“. Chiediamo al Sindaco e alla Giunta maggiore attenzione nell’uso delle parole: poter dormire nella propria casa non è una semplice “esigenza” o un desiderio accessorio", aggiunge il Comitato.

"Il diritto al riposo e alla salute è un pilastro fondamentale sancito dalla Costituzione.Il rumore non si cura con le apparenze. Dichiarare vittoria senza un solo rilievo fonometrico oggettivo è un insulto alla logica", aggiunge il Comitato.

"Vedere la strada “vuota” alle due di notte non significa che i residenti abbiano riposato. Il dramma della malamovida si consuma nelle ore precedenti, in quel muro di rumore costante che travalica i vetri e impedisce una vita normale. Finché non leggeremo i dati tecnici (e non le impressioni visive) che certificano il rientro nei limiti di legge della pressione sonora, per noi la situazione resta invariata. Chiediamo quindi che venga monitorati da parte di ARPAT il rispetto dei limiti acustici durante le ore notture, in particolare dopo la mezzanotte, quegli stessi limiti previsti dal piano di classificazione acustica del Comune di Livorno. La calma apparente di una sera di prova è solo un’anestesia temporanea".

"Infine, una nota di metodo: stiamo ancora aspettando un incontro con l’Amministrazione Comunale. Ci aspetteremmo che chi governa la città avesse la premura di ascoltare il feedback di chi è il principale destinatario di questo disagio. - conclude il Comitato - L’entusiasmo di Confcommercio ci pare un eccesso di incauto ottimismo che suona come una beffa. Il Comitato Modì resta aperto al dialogo, ma non si farà incantare dalle passerelle: la salute dei cittadini si tutela con provvedimenti strutturali e con il confronto costante, non con i comunicati autocelebrativi dopo una sera di prova".