Attualità

Violenza, locandine per aiutare le donne

Locamdine con stampato il numero antiviolenza 1522 da affiggere anche nei bagni pubbici per aiutare le donne vittime di violenza

Il Prefetto Giancarlo Dionisi con una locandina

In vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre il 25 Novembre, la Prefettura di Livorno promuove una nuova iniziativa di sensibilizzazione e sostegno alle vittime di violenza di genere, realizzata nell’ambito della Rete Antiviolenza del Comune di Livorno, in collaborazione con il Comune, l’INAIL e l’Azienda USL Toscana Nord Ovest.

Il progetto, intitolato “Chiudi la porta alla violrnza – Chiedi aiuto”, prevede la diffusione di una locandina illustrata dal pittore livornese Fabio Leonardi, già protagonista di precedenti iniziative promosse dalla Prefettura. La locandina contiene il numero nazionale antiviolenza 1522, i riferimenti dei centri antiviolenza Ippogrifo e Randi e un codice QR che consente di accedere alle linee guida della Rete Antiviolenza.

Il materiale sarà affisso nelle sale di attesa e, soprattutto, nei bagni degli Ospedali Riuniti di Livorno, dei poliambulatori cittadini e dei consultori di Collesalvetti e Stagno, per consentire alle donne di conoscere, in condizioni di riservatezza e al riparo da possibili pressioni, gli strumenti di protezione e assistenza disponibili.

Il Prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, ha accompagnato la presentazione dell’iniziativa con una dichiarazione particolarmente sentita.

"La lotta alla violenza contro le donne ha rappresentato, fin dal mio arrivo a Livorno, una delle priorità alle quali ho dedicato maggiore attenzione e partecipazione, non soltanto come Prefetto, ma prima ancora come uomo e come persona. - ha detto il Prefetto - È un tema che mi coinvolge profondamente, che mi emoziona e che continua a suscitare in me indignazione e dolore. Perché dietro ogni episodio di violenza c’è una donna, una persona, una vita, una dignità ferita. Ci sono sofferenze che spesso rimangono nascoste, paure che impediscono di parlare, silenzi che possono durare anni. E ci sono donne che vivono persino all’interno della propria casa, nel luogo che dovrebbe essere il più sicuro, una condizione di angoscia, umiliazione e privazione della libertà".

"Non possiamo e non dobbiamo abituarci a tutto questo. Non possiamo considerare la violenza sulle donne una tragica inevitabilità della nostra società. - ha aggiunto -Ho sempre sostenuto che la risposta delle istituzioni, per quanto indispensabile sul piano della prevenzione, della protezione e della repressione, non possa esaurirsi negli strumenti normativi e nell’azione delle Forze di polizia. Occorre qualcosa di più profondo: un cambiamento culturale, che deve partire dall’educazione, dal rispetto della persona e dal riconoscimento pieno della libertà e dell’autodeterminazione delle donne. E questo cambiamento riguarda soprattutto noi uomini. Dobbiamo avere il coraggio di contrastare una cultura del possesso, del dominio e della sopraffazione, che nulla ha a che vedere con l’amore. L’amore non è controllo, non è paura, non è prevaricazione. L’amore è rispetto, libertà, dignità".

"L’iniziativa che presentiamo oggi nasce proprio da questa convinzione. Abbiamo voluto realizzare qualcosa di semplice, concreto, capace di raggiungere una donna anche in un momento di solitudine, quando magari non trova il coraggio di confidarsi, quando teme di essere ascoltata o controllata, quando non sa a chi rivolgersi. La scelta di collocare queste locandine anche nei bagni delle strutture sanitarie non è casuale. Può sembrare un piccolo gesto, ma racchiude un significato profondamente umano. Vogliamo offrire a una donna, anche soltanto per pochi istanti, uno spazio di libertà, nel quale possa leggere un messaggio, trovare un numero da chiamare, comprendere che esiste qualcuno pronto ad ascoltarla e ad aiutarla. - ha aggiunto il Prefetto - Se anche una sola donna, grazie a questa iniziativa, troverà il coraggio di chiedere aiuto, di sottrarsi alla violenza, di riprendere in mano la propria vita, avremo raggiunto un risultato di straordinario valore. 

"Desidero ringraziare tutte le istituzioni che hanno collaborato, i centri antiviolenza, gli operatori sanitari e quanti, spesso lontano dai riflettori, si prendono cura quotidianamente delle donne che soffrono. Un ringraziamento particolare va a Fabio Leonardi, che ancora una volta ha messo la propria sensibilità artistica al servizio di una causa di così grande valore civile e umano. In questi anni ho cercato di interpretare il mio ruolo nella convinzione che le istituzioni debbano essere certamente autorevoli, ma anche capaci di ascoltare, comprendere e stare vicino alle persone, soprattutto a quelle più fragili e più esposte. Vorrei che ogni donna che vive una situazione di violenza sapesse una cosa: non è sola. Non deve vergognarsi, non deve sentirsi prigioniera della paura. Ha diritto a essere libera, rispettata, protetta, ha diritto a vivere senza paura. E noi abbiamo il dovere, come istituzioni e come comunità, di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità perché quel diritto non rimanga soltanto una bella affermazione di principio, ma diventi una realtà concreta.Perché la dignità di una donna non si difende soltanto il 25 Novembre. Si difende ogni giorno, con le parole, con i comportamenti e soprattutto con i fatti", ha concluso il Prefetto.