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domenica 23 febbraio 2020

Attualità sabato 08 settembre 2018 ore 17:39

Livorno ricorda le nove vittime dell'alluvione

La notte fra il 9 e il 10 settembre 2017 un mare di fango travolse la città. A un anno dalla tragedia tante iniziative per non dimenticare



LIVORNO — Tra domani, domenica 9 settembre, e lunedì, la città di Livorno ricorderà l'alluvione di un anno e le sue nove vittime: Simone, Glenda, Filippo, Roberto, Martina, Matteo, Roberto, Gianfranco e Raimondo, vite e famiglie distrutte per sempre.

Alle 7,30 di domani, domenica, è prevista una "Camminata di pacificazione dal mare alle sorgenti"in otto percorsi (cinque a piedi, due a cavallo e uno in mountain bike) con arrivo all'eremo della Sambuca

Alle 18 una messa officiata dal vescovo nella chiesa di Collinaia, seguita dall'inaugurazione dei nuovi locali e della mostra fotografica "Fuori dal fango". Ancora alle 18, ma al Largo Bartoli, presentazione del libro di poesie "Carattere Torrentizio"di Elisabetta Cipolli, con a seguire un'assemblea pubblica dei comitati degli alluvionati. 

Chiuderà la giornata la fiaccolata da Barriera Margherita fino alla Rotonda dove si terranno la commemorazione ufficiale e l'evento "Ci incontriamo alla foce".

Lunedì alle 18 sarà invece presentato il video musicale "Livorno 10 settembre" dei 10Diaz, in via Armando Diaz 10. Dalle 19,15, al centro sportivo in Coteto, sarà la volta della partita di solidarietà per la famiglia di Matteo Nigiotti, che quella notte perse la vita in un incidente.

Alla fiaccolata di domani ci saranno anche il sindaco Filippo Nogarin, il governatore della Toscana e commissario straordinario Enrico Rossi e l'assessore regionale Cristina Grieco.

"Domenica alle 21 - ha scritto il primo cittadino di Livorno - sarò a Barriera Margherita per partecipare alla fiaccolata di commemorazione dell'alluvione che ha colpito Livorno, un anno fa. Sarà un momento di ricordo e riflessione. In questi dodici mesi il bisogno di andare avanti ci ha obbligato alla gestione di quanto questo evento calamitoso ci aveva lasciato, lasciando ben poco tempo al ricordo e all'elaborazione di quello che, con estremo rispetto per ciascuna storia individuale e in particolare per quelle di chi ha sofferto la perdita di persone care, sento come un grande trauma cittadino. Nel passato Livorno ha già vissuto dei traumi, penso ad esempio alla strage del Moby Prince, e si è rifugiata a volte nella scorciatoia della rimozione. Abbiamo probabilmente dentro di noi il naturale istinto al vivere il presente, al rialzarci dopo un colpo subito e non guardare indietro. E questa è una caratteristica di Livorno, di tutti noi, che ha - come ogni caratteristica - dei pro e dei contro. Forse è giunto il momento di saper creare le condizioni per guardare indietro e prendere lì la forza per puntare al domani. Lo faremo il 9 settembre e sono fiducioso del fatto che da lì torneremo con un'energia rinnovata a lavorare nei tavoli dove stiamo intervenendo da tempo per dimostrare, nei fatti, che Livorno ha un grande cuore e vuole avere tutte le caratteristiche necessarie per garantire ai suoi cittadini la sicurezza e tranquillità che meritano, anche di fronte a quelle calamità naturali che, secondo la comunità scientifica, dobbiamo imparare a considerare più probabili di quanto facevamo fino allo scorso anno".



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