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Trasloco senza stress, il decluttering è il primo passo
MILANO (ITALPRESS) – Cambiare casa, ed effettuare un trasloco, viene considerato un evento molto stressante della vita per diversi motivi. Oltre al distacco dalla precedente location, occorre infatti sostenere un carico importante costituito dal trasferimento di tutti i beni personali da un immobile all’altro. Può quindi accadere di essere “sommersi” sia da quanto nel corso […]

MILANO (ITALPRESS) – Cambiare casa, ed effettuare un trasloco, viene considerato un evento molto stressante della vita per diversi motivi. Oltre al distacco dalla precedente location, occorre infatti sostenere un carico importante costituito dal trasferimento di tutti i beni personali da un immobile all’altro. Può quindi accadere di essere “sommersi” sia da quanto nel corso del tempo è stato accumulato negli armadi e nei ripostigli, sia dalle incombenze burocratiche che reclamano attenzione. “Quando si fa un trasloco, oltre al carico “emotivo”, va gestito un carico decisamente concreto, composto da tutto ciò che nel corso dell’esistenza, fino a quel momento, abbiamo “accumulato” – afferma a idealista/news Sarah Baccenetti, Home Organizer di Decluttering Milano -. Spesso il confronto con questa quantità di oggetti può essere poco piacevole per motivi personali, perchè ci riportano indietro a situazioni sgradevoli o che vorremmo dimenticare, oppure perchè ci pongono davanti al modo in cui abbiamo speso il nostro denaro in oggetti che poi si rivelano in realtà poco utili o più semplicemente che non ci piacciono più. In realtà il trasloco rappresenta anche il momento più adatto per liberarsi di questi oggetti senza eccessivi rimpianti, ma anzi, con enormi vantaggi”. Per un trasloco senza stress il primo step è il “decluttering”, un processo di rimozione degli oggetti superflui per creare spazi più funzionali e migliorare il benessere mentale. “L’ideale è occuparsi del decluttering prima di procedere con la sistemazione degli oggetti negli scatoloni – evidenzia Baccenetti -. Traslocare senza fare decluttering prima significa solamente spostare una situazione di caos da un posto all’altro. Basti pensare che una casa in media contiene 300mila oggetti e noi ne usiamo circa il 20-30%. Il resto? Non vale la pena traslocarlo”. A livello organizzativo “suggerisco di fare una checklist e suddividere il trasloco in più fasi”. “La prima fase, che si sviluppa circa quattro mesi prima del trasloco vero e proprio, è quella in cui si procede al decluttering stanza per stanza – spiega -. In questa fase non dobbiamo pensare a reperire gli scatoli, ma concentrarci su ciò che realmente vogliamo portare con noi nella nuova casa. Dopo aver affrontato questa fase, scopriremo che la quantità reale di oggetti da trasportare è di gran lunga inferiore alla stima iniziale. Solo a questo punto è possibile richiedere preventivi a ditte di trasloco e valutare se ricorrere o meno a un servizio di deposito temporaneo per gli oggetti ingombranti”. Una volta effettuato il decluttering “è possibile confermare la ditta di traslochi che abbiamo selezionato e occuparsi degli scatoloni. Circa un mese prima del trasloco vero e proprio, occorre verificare le volture delle utenze, i permessi ZTL e il posto auto per il furgone – aggiunge -. In questa fase vanno richiesti al proprio datore di lavoro ferie per i giorni del trasloco mentre chi è libero professionista dovrà occuparsi della propria agenda in modo tale da essere libero da impegni. Tra gli accorgimenti che consiglio di adottare vi è quello di etichettare ogni scatolone per stanza di destinazione e contenuto. Il “trucco” salva trasloco è quello di preparare una scatola o un borsone per il “primo giorno”: dovrà contenere l’essenziale per poter trascorrere serenamente i primi due giorni del trasloco: pigiama, un ricambio completo, prodotti per l’igiene e asciugamani, documenti, caricabatterie”.
– foto www.pexels.com –(ITALPRESS).
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