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Attualità Venerdì 30 Gennaio 2026 ore 11:00

Arcipelago, "a quando l'area marina protetta?"

Isola del Giglio

Mentre a Capri procede l'iter per istituirla, Legambiente Arcipelago Toscano fa appello al Ministro Pichetto Fratin per l'iter nelle isole toscane



ARCIPELAGO TOSCANO — "L’istituzione dell’Area Marina Protetta (AMP) dell’Isola di Capri è sempre più vicina. Il 28 gennaio il Senato ha approvato il disegno di legge A.S. n. 1311 ed A.S. 1681 e l’istituzione di questa Amp è 'finalizzata a migliorare la gestione dei visitatori giornalieri e preservare l’equilibrio urbano, ambientale ed economico dell’isola (A.S. 1311), e a rafforzare la tutela degli ecosistemi marini del sito di interesse comunitario “Fondali Marini di Punta Campanella e Capri”'. Il disegno di legge si è reso necessario per modificare la denominazione dell’area marina di reperimento “Penisola della Campanella – Isola di Capri”, contenuta nella Legge sui Parchi n. 394/91. Il comma 1 del nuovo disegno di legge distingue, infatti, le due aree: un’area denominata “Punta Campanella“ e l’altra “Isola di Capri”. Il comma 2, invece, ai fini dell’istituzione e della regolamentazione dell’area marina protetta dell’isola di Capri, autorizza la spesa di 500.000 euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027, da iscrivere nello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. Il disegno di legge passa ora alla Camera ma si prevede che entro l’anno nascerà la nuova Area Marina Protetta".

Lo scrive in una nota Legambiente Arcipelago Toscano.

"Grande soddisfazione è stata espressa dai due sindaci di Capri. Il sindaco di Anacapri Francesco Cerrotta ha affermato che 'L’approvazione rappresenta una tappa fondamentale di un iter lungo e complesso, costruito attraverso interlocuzioni istituzionali, studi tecnici e momenti di confronto con il territorio, nel quale le amministrazioni dell’isola hanno svolto un ruolo attivo e propositivo, insistendo con continuità sulla necessità di dotare Capri di uno strumento stabile di tutela e valorizzazione del proprio mare'. Gli fa eco il sindaco di Capri Paolo Falco, soddisfatto per il fatto che 'Finalmente è stata riconosciuta la separazione da Punta campanella con un’autonomia gestionale per il cui risultato abbiamo lavorato tanto'. - prosegue Legambiente - Esultano i cittadini e le associazioni ambientaliste capresi che da anni si battono per l’istituzione dell’Area marina protetta, compresa la sezione isolana di Federalberghi il cui Presidente Lorenzo Coppola ha commentato: 'Vorrei che il parco marino potesse rappresentare un insieme di opportunità, un’occasione di sviluppo che potrebbe tendere verso l’aumento dei punti di balneazione. Fare snorkeling sarà senz’altro un’attività da valorizzare, specialmente in punti che adesso sono vittima di una fruizione indiscriminata di natanti e gommoni. Ci piacerebbe che l’istituzione dell’AMP possa anche servire a fare in modo che tante specie marine possano tornare ad abitare le acque attorno alla nostra isola, un po' come accaduto durante il lockdown per il Covid. Mi auguro che l’esemplare di foca monaca che questa estate tante volte abbiamo ammirato possa essere un ambasciatore della natura che si riappropria dei suoi spazi'".


"Che differenza con quanto accaduto alcuni anni fa all’isola del Giglio nell’Arcipelago Toscano, - commenta Legambiente - quando fu avvistata una foca monaca ma il sindaco di allora cercò di nascondere la notizia o di farla passare per un fotomontaggio di Legambiente per paura che si arrivasse alla richiesta di una qualche forma di tutela del mare gigliese".

"In effetti la futura istituzione dell’Area Marina Protetta “Isola di Capri” - prosegue Legambiente - ci racconta che per i sindaci, per i cittadini, le associazioni ambientaliste, i pescatori, gli albergatori e i noleggiatori di barche e charter di Capri, il benessere sociale ed economico dell’isola è strettamente collegato con la tutela delle sue incredibili ricchezze marine e terrestri e che il sovraffollamento turistico che assalta l’isola e i suoi iconici faraglioni non è più sostenibile".

"La mancata istituzione dopo 44 anni dell’Area Marina Protetta dell’Arcipelago Toscano, prevista già dalla legge 379 del 1982, racconta invece che, ai sindaci dell’Arcipelago Toscano non sembra interessare troppo l’overtourism che crea un grande impatto ambientale sulle isole e sul loro mare. Anzi come racconta la storia della foca monaca del Giglio, fanno di tutto perché nulla cambi e che lo stesso impatto ambientale sui fondali e i siti paesaggisticamente delicati non sembra preoccuparli quanto i sindaci capresi".


"Nel suo atto di indirizzo delle priorità politiche emanato con decreto ministeriale n. 26 del 23 gennaio 2025, Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica scrive che vuole riaprire una nuova stagione di procedure per l’istituzione di nuovi Parchi Nazionali e nuove Aree Marine protette al fine di raggiungere l’obiettivo 30x30, che prevede la protezione di almeno il 30% delle superficie terrestre e della superficie marina entro il 2030, di cui il 10% con aree a protezione integrale, come espresso nella Strategia Europea per la biodiversità al 2030 ripresa nella Strategia Italiana per la Biodiversità. La legge sui Parchi n.394/91all’art. 18 afferma inoltre che è il Ministro dell'ambiente, d'intesa con il Ministro del tesoro che istituisce le aree protette marine", aggiunge Legambiente.

"A questo punto, siccome è nei suoi poteri e siccome i sindaci non sono in grado di farsene promotori, chiediamo al Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin di intervenire direttamente, riaprire l’iter istitutivo e procedere, una volta per tutte con l’istituzione dell’Area Marina Protetta dell’Arcipelago Toscano, portando a termine l’estensione della zonazione a mare prevista nel decreto istitutivo del Parco Nazionale", conclude Legambiente. 


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