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Attualità Venerdì 23 Gennaio 2026 ore 10:30

"No a propaganda di attività bellica a scuola"

Foto di repertorio

La Flc-Cgil Livorno annuncia che invierà un documento a tutte le scuole. No anche a propaganda su arruolamento e vita militare



PROVINCIA DI LIVORNO — "Chiediamo che all’interno delle scuole della provincia livornese non sia fatta propaganda su attività belliche, arruolamento e vita militare e non si collabori con enti o aziende legate a questi settori".

Lo dichiara in una nota, Veronica Virgili, segretaria generale Flc-Cgil Livorno.

"Per questo motivo - prosegue Virgili - l’assemblea generale della Flc-Cgil Livorno ha prodotto un documento che sarà trasmesso a tutte le scuole livornesi, chiedendo che sia approvato dal collegio docenti o dal consiglio d’istituto. Nel testo si chiede alle scuole di non esporre materiale promozionale né qualsiasi materiale finalizzato a propagandare le attività belliche, l’arruolamento e la vita militare, anche al fine di orientare e condizionare le future scelte professionali degli studenti e delle studentesse".

"Si chiede inoltre di non accogliere progetti in partenariato con strutture militari o aziende coinvolte nella produzione e nella vendita di materiale bellico, e di non organizzare visite e viaggi di istruzione presso strutture militari. - aggiunge Virgili - Nel documento si invitano inoltre le scuole a realizzare stage e sessioni di Pcto esclusivamente presso strutture civili".


"Ribadiamo che il percorso di crescita e di istruzione degli studenti e delle studentesse – in linea a quanto sancito dall’articolo 11 della Costituzione – deve prevedere il ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. Per questo motivo si invitano le scuole
a rafforzare le attività di educazione alla pace, la cultura dell’accoglienza e il rispetto dei diritti umani.
La presente presa di posizione non intende disconoscere il ruolo costituzionale delle Forze Armate quali organi della Repubblica antifascista, né negare l’esistenza dei conflitti nella storia e nella realtà contemporanea, ma si fonda sulla ferma opposizione alla loro normalizzazione come strumento educativo, culturale e professionale", conclude Virgili.


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