Cronaca Martedì 21 Luglio 2026 ore 11:29
Furti in serie, arrestato un 23enne

Il giovane è accusato di aver commesso 35 reati ai danni di privati e strutture pubbliche. Disposta la custodia cautelare in carcere
LIVORNO — Nella sera di ieri 20 Luglio 2026, Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri ha dato esecuzione ad un’ordinanza con cui il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Livorno, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di un 23enne livornese, ritenuto responsabile di diversi reati contro il patrimonio.
In particolare, come si legge in una nota le indagini ed i riscontri investigativi hanno consentito di contestare all’indagato 35 distinti episodi delittuosi, commessi a Livorno nell’arco temporale compreso tra il 16 Ottobre 2020 ed il 22 Giugno 2026.
Si tratta di 28 furti consumati e tentati a danno di esercizi commerciali, farmacie, ristoranti, palestre, uffici privati, sedi di enti/associazioni, luoghi di culto ed edifici pubblici (tra cui il Palazzo di Giustizia e uffici statali), con refurtiva di 7.450 euro in contanti e materiale vario, da generi alimentari a telefoni cellulari, passando per posate placcate in oro, robot aspirapolvere, gratta e vinci, sigarette elettroniche eccetera; 5 reati di ricettazione riguardanti autoveicoli, motocicli e carte di credito di provenienza illecita; 1 reato di indebito utilizzo di carte di credito (con 13 transazioni effettuate); 1 violazione dell’articolo 192 comma 7-bis del Codice della Strada per essersi dato alla fuga con guida pericolosa ed in senso contrario di marcia a bordo di un’autovettura di servizio della Polizia Locale risultata oggetto di furto.
L’attività d’indagine, condotta attraverso l’analisi approfondita delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, i rilievi dattiloscopici e le testimonianze raccolte, ha permesso agli investigatori di ricostruire in modo dettagliato il modus operandi dell’indagato.
Il giovane avrebbe agito prevalentemente in orario notturno, previa violenta effrazione di vetrate (spesso sfondate a calci), serrande metalliche, inferriate, porte antipanico e casseforti/offertori. Per compiere le spaccate e gli accessi forzati, si sarebbe avvalso di un ampio campionario di strumenti da scasso, tra cui piedi di porco, cesoie, palanchini, cacciaviti, fino a ricorrere all’uso di un piccone prelevato da un cantiere o alla detonazione di un petardo esplosivo per forzare distributori automatici.
L’attività delittuosa si è intensificata nell’ultimo periodo, fino ad arrivare a 6 reati nella sola notte del 12 Maggio 2026. Tale sequenza di reati, rivolta a commercianti, strutture pubbliche e persino luoghi di carità ed edifici religiosi, ha creato un forte allarme sociale in città.
All’esito delle indagini e della ricostruzione del grave quadro indiziario a carico del giovane, il Gip del Tribunale di Livorno ha disposto l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, ritenendo il confinamento nell’istituto di pena l’unica misura idonea ad interrompere la grave e reiterata escalation criminale dell’indagato.
"La traduzione in carcere del presunto responsabile di una lunga serie di furti che hanno colpito il territorio livornese rappresenta una notizia positiva per l'intera comunità. - ha dichiarato il Prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi - È un segnale concreto che conferma come lo Stato sia presente, operi con determinazione e sia in grado di assicurare alla giustizia coloro che sono gravemente indiziati di aver commesso reati, nel pieno rispetto delle garanzie previste dal nostro ordinamento. Tra gli episodi contestati ve ne sono alcuni che, pur non essendo particolarmente rilevanti sotto il profilo del danno economico, hanno colpito profondamente la coscienza della comunità. Penso, in particolare, ai ripetuti furti ai danni della Caritas, una realtà che quotidianamente offre aiuto e sostegno alle persone più fragili e che rappresenta un presidio fondamentale di solidarietà e coesione sociale. Desidero esprimere il mio più sentito ringraziamento alle Forze di polizia per la costante professionalità, la straordinaria capacità investigativa e la presenza capillare sul territorio, che consentono di garantire una risposta tempestiva ed efficace alle esigenze di sicurezza dei cittadini.
Un sincero ringraziamento va altresì alla Magistratura livornese e, in particolare, al Procuratore della Repubblica, dott. Maurizio Agnello, per l'impegno, la competenza e la consueta professionalità con cui ha seguito questa vicenda, imprimendo un determinante impulso alle indagini e al successivo sviluppo dell'azione giudiziaria.
Ancora una volta, la sinergia tra Forze di polizia e Magistratura dimostra come il lavoro svolto con rigore, equilibrio e spirito di servizio rappresenti la migliore risposta alla criminalità e un elemento essenziale per rafforzare la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni".
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