Attualità Mercoledì 18 Marzo 2026 ore 12:40
Capraia, "A rischio un modello internazionale"

Sul rischio del ritorno al fossile contro la sostenibilità interviene Chimica verde Bionet
ISOLA DI CAPRAIA — 'Dopo 12 anni di energia al 100% rinnovabile, una decisione di Enel mette in discussione l’esperienza simbolo della transizione ecologica nelle isole minori..In concomitanza con il decennale del progetto Capraia Smart Island che ha fatto di questo luogo un laboratorio di sviluppo sostenibile, Enel Distribuzione ha deciso di abbandonare il percorso green intrapreso sull’isola con l’uso del biodiesel per la produzione di elettricità, tornando all’utilizzo di combustibili fossili".
L’Associazione Chimica Verde Bionet, insieme agli altri partner dell’iniziativa come Kyoto Club, e ITABIA, attraverso una nota "esprime il proprio sconcerto per la decisione di sostituire un biocombustibile rinnovabile di produzione europea, con gasolio fossile di incerta provenienza e con costi, economici e ambientali, certamente non sostenibili".
"La questione - prosegue la nota - riguarda un discutibile intervento di “aggiornamento tecnologico” dell’impianto Enel, attualmente composto da quattro generatori per una potenza complessiva di 2 MW, che dal 2014 soddisfa l’intero fabbisogno energetico dell’isola utilizzando biodiesel, garantendo la fornitura di energia elettrica sia ai circa 450 residenti che alle oltre 2.000 presenze turistiche estive".
"Questa scelta appare in netta controtendenza rispetto agli obiettivi europei di decarbonizzazione e contrasto al cambiamento climatico, perseguiti sull’isola di Capraia, perla del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, che da anni da anni segue un percorso virtuoso di sostenibilità", prosegue la nota.
"Il “modello Capraia” è ormai riconosciuto a livello internazionale come esempio di bioeconomia circolare, replicabile non solo nelle isole minori, ma in tutti i contesti caratterizzati da isolamento geografico. L’impegno locale si sviluppa in molteplici ambiti: recupero dei terrazzamenti storici e rilancio dell’agricoltura biologica, gestione sostenibile delle risorse idriche (raccolta delle acque piovane e dissalazione), promozione dell’ecoturismo, efficientamento della mobilità, promozione dell’eco-porto e valorizzazione delle tradizioni gastronomiche. In tale contesto, la rinuncia al contributo di un’energia rinnovabile, nel caso specifico il biodiesel per la generazione “in loco” dell’energia elettrica, rappresenta la perdita di un tassello di fondamentale importanza, capace di compromettere la coerenza della strategia dell’isola e l’identità stessa della comunità residente. Il modello Capraia si fonda inoltre su un principio essenziale: il coinvolgimento attivo della comunità locale e degli enti territoriali nel dibattito pubblico e nei processi decisionali. Per questo, Chimica Verde Bionet invita ENEL a riconsiderare la propria posizione alla luce dei seguenti elementi:
- il rispetto degli obiettivi europei del pacchetto “Fit for 55” al 2030 e della neutralità climatica al 2050;
- la necessità di non cedere a dinamiche congiunturali legate alle crisi geopolitiche che stanno riportando le fonti fossili al centro del dibattito energetico;
- la proposta di un mix di rinnovabili, micro-grid intelligenti e sistemi di accumulo. Un modello che prevede, per l’alimentazione dei gruppi elettrogeni, l'uso dell'HVO (biocombustibile paraffinico di qualità elevata, prodotto da ENI a Porto Marghera e presto a Livorno) per accelerare una transizione pulita verso l'autonomia energetica dell’isola.
- L’importanza di un confronto aperto con la comunità capraiese per definire una strategia energetica condivisa e sostenibile", si conclude la nota.
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