Cronaca Giovedì 02 Luglio 2026 ore 19:25
Armi, risse, e rapine: due arresti e perquisizioni

Operazione congiunta di Carabinieri e Polizia dopo la tentata rapina di Giugno nel centro di Livorno. Le dichiarazioni del Prefetto
LIVORNO — All’alba del primo Luglio 2026, un dispositivo congiunto di Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri ha dato esecuzione a un’ordinanza con cui il GIP, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha disposto la custodia cautelare in carcere di due persone, gravemente indiziati di essere responsabili di una tentata di rapina avvenuta nel mese di Giugno. A loro collegati anche episodi di rissa ed altre condotte violente. Il provvedimento ha dato esecuzione a un decreto di perquisizione personale e domiciliare, emesso dalla Procura, a carico di 11 soggetti, di età compresa fra 25 e 38 anni, indagati a vario titolo per rapine, consumate e tentate, risse, lesioni personali aggravate e porto di armi e strumenti atti ad offendere.
Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Livorno ed i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dell’Arma, coadiuvati da personale dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Piombino, Cecina e Rosignano, della D.I.G.O.S. e delle volanti del locale U.P.G.S.P., nonché da militari della Compagnia di Livorno, hanno svolto l’attività in tutta la città di Livorno.
Sei gli episodi contestati sulla scorta delle indagini condotte dalla Squadra Mobile e dal Nucleo Investigativo Carabinieri. Nel corso delle perquisizioni, eseguite da polizia e carabinieri, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro passamontagna, numerosi coltelli a serramanico, tre bombolette di spray urticante al peperoncino da mezzo litro, un machete, una mannaia, una katana e oltre 5000 euro di soldi contanti la cui provenienza non veniva giustificata dagli indagati. Nel corso delle operazioni, inoltre, è stato tratto in arresto un dodicesimo soggetto, di 36 anni, trovato in possesso di 160 grammi di sostanza stupefacente di tipo hashish, detenuta, si presume, ai fini di spaccio.
Tutti gli elementi probatori acquisiti saranno vagliati dal giudice.
"L'importante operazione condotta questa mattina dalle Forze di Polizia, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, che ha consentito di disarticolare un'organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti attraverso l'esecuzione di misure cautelari e numerose perquisizioni, rappresenta un risultato di assoluto rilievo nella lotta alla criminalità e al traffico di droga", ha dichiarato il Prefetto Giancarlo Dionisi.
"Desidero esprimere il mio più sentito apprezzamento alla Magistratura e a tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che, con professionalità, dedizione e straordinario spirito di servizio, hanno reso possibile il conseguimento di questo importante risultato. - ha aggiunto il Prefetto Operazioni di questo livello sono il frutto non solo di un'elevata capacità investigativa, ma anche di un dispositivo di prevenzione e di contrasto alla criminalità costantemente calibrato sulle caratteristiche e sulle esigenze del territorio. Il controllo quotidiano delle aree più esposte ai fenomeni di illegalità consente infatti di acquisire preziosi elementi informativi, sviluppare indagini sempre più efficaci e intervenire con tempestività nei confronti delle organizzazioni criminali".
"Proprio per rafforzare ulteriormente questa strategia, dal prossimo 6 Luglio entrerà in vigore la nuova Zona Rossa che interesserà Piazza Garibaldi, Piazza della Repubblica, Piazza dei Mille e le vie limitrofe. Si tratta di un ulteriore strumento di prevenzione che consentirà di intensificare la presenza delle Forze di Polizia, contrastare con ancora maggiore efficacia lo spaccio di sostanze stupefacenti e le altre forme di criminalità diffusa, restituendo ai cittadini spazi di legalità e una più concreta percezione di sicurezza. - ha concluso Dionisi - Questi risultati dimostrano come la sicurezza si costruisca attraverso un'azione quotidiana fondata sul coordinamento, sulla leale collaborazione tra le istituzioni e sul pieno rispetto dei rispettivi ruoli e delle competenze attribuite dall'ordinamento. È da questo metodo, fatto di reciproca correttezza istituzionale, di confronto nelle sedi proprie e di rigorosa osservanza delle procedure previste dalla legge, che nascono le migliori condizioni per rendere sempre più efficace l'azione dello Stato. Quando ciascuna istituzione opera con responsabilità, nel rispetto delle proprie funzioni e in piena sintonia con le altre componenti dello Stato, si realizzano risultati concreti come quello odierno. Sono questi i fatti che rafforzano la fiducia dei cittadini, dimostrano che lo Stato è presente e che la legalità si afferma attraverso il lavoro silenzioso, costante e condiviso delle istituzioni, sempre nel rispetto dei principi di leale collaborazione e delle sedi istituzionali deputate al confronto e all'assunzione delle decisioni".
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