Attualità Venerdì 25 Settembre 2026 ore 15:31
"Rafforzare i presidi medici in carcere"

Incontro in Prefettura dopo le segnalazioni relative alle criticità dei servizi sanitari ridotti al carcere delle Sughere
LIVORNO — Martedì 22 Settembre si è svolto in Prefettura un primo incontro del tavolo dedicato all’assistenza sanitaria nel carcere delle Sughere di Livorno. Alla riunione hanno partecipato rappresentanti della Polizia penitenziaria e la direttrice generale dell’ASL Toscana Nord Ovest, Maria Letizia Casani.
L’iniziativa dà seguito all’impegno assunto dal Prefetto di Livorno di affrontare le gravi criticità sanitarie dell’istituto, già evidenziate, alcune settimane fa, anche dal Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto nel corso della sua visita alle Sughere.
Durante l’incontro il Prefetto ha chiesto di rafforzare l’assistenza infermieristica, oggi ridotta ai minimi termini e priva di un presidio notturno, insieme all’assistenza medica generale e specialistica. Per le specialità più necessarie ai detenuti è stata prospettata la possibilità di assicurare almeno due ore settimanali di presenza dei relativi medici.
"Ringrazio il Viceministro Sisto per la visita alle Sughere e per aver richiamato l’attenzione su queste esigenze, così come ringrazio il Governo per l’impegno che sta dedicando, ad ampio spettro, alle diverse questioni che riguardano il sistema penitenziario italiano", ha dichiarato il Prefetto Dionisi.
"La salute assume un valore ancora più profondo per chi è privato della libertà personale. Le persone detenute devono poter contare su un’assistenza adeguata e su risposte attente alle loro esigenze. Migliorare questo servizio significa tutelare la loro dignità e contribuire a prevenire tensioni all’interno dell’istituto. Nessuna criticità può giustificare comportamenti violenti, ma intervenire sulle cause del disagio è parte di un’efficace azione di prevenzione", ha aggiunto il Prefetto.
L’ASL Toscana Nord Ovest si è impegnata a seguire la situazione con continuità, anche attraverso visite frequenti presso il carcere. Gli approfondimenti sul posto serviranno a verificare le esigenze sanitarie dei detenuti e a individuare soluzioni organizzative capaci di rendere il servizio più efficiente.
Parallelamente, l’Azienda sanitaria valuterà ogni iniziativa praticabile per rafforzare la presenza del personale infermieristico e medico, sia per l’assistenza generale sia per quella specialistica. Potrà essere valutato anche il coinvolgimento della Regione Toscana nel tavolo, per esaminare, nell’ambito delle rispettive competenze, se una diversa distribuzione del personale sanitario tra le aziende del territorio regionale possa contribuire a rispondere alle particolari esigenze delle Sughere.
Il tavolo tornerà a riunirsi entro un massimo di due mesi per verificare gli interventi avviati e i risultati raggiunti.
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