Cronaca Sabato 04 Aprile 2026 ore 09:20
Truffa del finto carabiniere, 37enne arrestato

Il marito di un'anziana sospettando un raggiro ha contattato il 112 e ha fatto sventare la truffa. La ricostruzione dei carabinieri
LIVORNO — Un 37enne, campano, è stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Livorno per un tentativo di truffa con la tecnica del finto carabiniere ai danni di un’anziana donna livornese.
Come spiegano i carabinieri in una nota, le indagini sono state avviate grazie ad una telefonata fatta dal marito della vittima e veicolata tramite il 112 NUE, Numero Unico di Emergenza, alla Centrale Operativa dei Carabinieri di Livorno.
L'uomo si è insospettito dalla richiesta rivoltagli dalla moglie di portare tutti i gioielli e il denaro che custodiva in casa in piazza Dante di Livorno, nei pressi della stazione ferroviaria, gioielli che avrebbe dovuto consegnare ad un sedicente “carabiniere in abiti civili” già lì ad attenderla.
Dalle accurate indagini dei carabinieri sono emersi dettagli chiari relativi alla ormai nota dinamica truffaldina fra i quali risalta che la condotta di reato era stata organizzara anche della complicità di altre persone ma soprattutto attuando ai danni della vittima una sofisticata forma di pressione psicologica e contemporaneamente allontanandola dal proprio affetto, dal marito.
Infatti, la donna è stata contattata sulla linea fissa di casa da un sedicente Maresciallo dell’Arma che l’avrebbe informata e convinta che i documenti del marito erano stati trovati proprio sul luogo di una rapina appena commessa da persone straniere.
In particolare, con estrema determinazione, i malviventi, esperti in questo genere di raggiri, hanno intimato alla donna e al marito di fornire loro una sorta di “immediata collaborazione” per evitare gravi ripercussioni penali, arrivando a minacciarli di una perquisizione domiciliare in cui avrebbero fatto, a loro dire, una "brutta figura" con i vicini di casa.
Mentre il marito della donna è stato allontanato da casa con il pretesto di doversi presentare in caserma per degli accertamenti urgenti, la vittima, invece, è stata indotta a raccogliere preziosi e monili in oro, oltre a denaro contante presenti in casa, per un valore stimato di circa 15mila euro, da consegnare immediatamente ad un presunto collega del finto Maresciallo chiamante al telefono, il quale era ad attenderla nelle adiacenze della stazione ferroviaria di Livorno per perfezionare la truffa facendosi consegnare i preziosi.
Diversamente però da quanto pianificato dai malviventi, gli immediati accertamenti investigativi avviati tempestivamente dai carabinieri del Nucleo Operativo di Livorno, ed eseguiti anche attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nella zone di interesse della città, hanno permesso agli operanti di individuare, nonché proprio anticipare, l’anziana donna, mentre a bordo della propria auto si stava dirigendo verso la stazione ferroviaria, individuando anche un uomo sospetto, intento a seguire l’auto della vittima, il quale dopo averla “agganciata” le ha fatto segno di parcheggiare l’auto accanto a sé.
Ed è stato in tale frangente che è intervenuta una gazzella in servizio esterno di pronto intervento dell’Arma fino a quel momento mantenuta a debita distanza, i cui carabinieri, un istante prima che il “finto maresciallo” potesse impossessarsi illecitamente dei beni della vittima, lo hanno bloccato.
Lo stesso alla vista dei militari ha provato ad allontanarsi dall’anziana che stava per consegnare i beni richiesti. Nonostante i tentativi di apparire estraneo agli eventi, è stato fermato e portato in caserma.
Sulla base dei primissimi riscontri i carabinieri hanno anche accertato che il “sedicente collega” aveva un complice, in fase di identificazione, che è rimasto in contatto telefonico con la vittima dandole continue indicazioni su come raggiungere il luogo stabilito e, parallelamente, aggiornava l’incaricato alla riscossione sulla posizione dell’anziana.
Solo il tempestivo intervento dei carabinieri ha permesso che il reato fosse portato a termine.
Dallo sviluppo delle indagini, mettendo a sistema gli elementi forniti dalla vittima con autonome investigazioni, opportunamente integrate con accertamenti e riscontri incrociati anche di tipo tecnico, i carabinieri di Livorno hanno potuto ricostruire l’intera dinamica come un caso di truffa aggravata ai danni di una persona anziana.
Inoltre dalle prime indagini sul suo conto è emerso che l’arrestato pochi giorni prima, esattamente il 19 Marzo scorso, era già stato denunciato per un reato analogo commesso in provincia di Reggio Calabria.
Al termine della esatta ricostruzione dell’intera dinamica di reato i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Livorno hanno arrestato l'uomo, sorpreso nella flagranza del tentativo di truffa aggravata.
Terminate le formalità di rito, su disposizione della Procura della Repubblica di Livorno, lo hanno condotto presso la casa circondariale labronica “Le Sughere”.
A seguito di udienza di fronte al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Livorno, l’arresto è stato convalidato ed al “finto carabiniere” indagato è stata applicata la misura cautelare restrittiva in carcere a Livorno.
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