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Cronaca giovedì 09 maggio 2024 ore 10:28

Riciclaggio e money transfer, due denunciati

La Guardia di Finanza ha scoperto che i due titolari delle agenzie effettuavano operazioni usando documenti di altre persone



PROVINCE DI LIVORNO E GROSSETO — Le Fiamme Gialle del Gruppo di Livorno hanno concluso una complessa indagine condotta nei confronti di 4 agenzie “money transfer”  nelle province di Livorno e Grosseto, denunciando i rispettivi titolari.

I due titolari, come spiegano dalla Guardia di Finanza in una nota, sono accusati dei reati di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, ricettazione e mancata osservanza degli obblighi di adeguata verifica della clientela, previsti dall’attuale normativa in materia di prevenzione e contrasto dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.

L’indagine trae origine da un’accurata attività info-investigativa condotta sul territorio labronico, culminata con l’individuazione e la sottoposizione a controllo di due fratelli pakistani titolari di altrettante ditte individuali “money transfer”, connotate da molteplici e significativi allert di rischio.

Secondo la ricostruzione dei finanzieri sarebbe emerso come i due avessero utilizzato i dati e l’identità di persone ignare e/o clienti occasionali cui intestare fittizie transazioni di trasferimento di denaro. 

I Finanzieri hanno quindi sentito i numerosi clienti delle agenzie ispezionate i quali, in alcuni casi, hanno disconosciuto i trasferimenti di denaro registrati a loro nome affermando di non aver mai effettuato tali operazioni presso il punto vendita mentre, in altri, hanno dichiarato di aver effettuato solo alcune delle operazioni di trasferimento di denaro che, invece, risultavano annotate a loro nome.

L’attività di polizia giudiziaria eseguita, nel cui complesso sono state monitorate  24.989 operazioni di trasferimento di denaro per un importo inviato complessivamente pari a 5.679.144,63 euro, ha, dunque, consentito di portare alla luce un vero e proprio sistema di frode messo in atto dai due fratelli pakistani che prevedeva l’attribuzione simulata delle somme da trasferire al di fuori dei confini nazionali a soggetti diversi da quelli reali, al fine di garantire l’anonimato agli esecutori delle rimesse di denaro.

A conclusione dell’attività d’indagine esperita sono state riscontrate 534 illecite operazioni di trasferimento di denaro per un importo complessivamente pari ad euro 228.405,04 mentre i due fratelli venivano denunciati alla locale Procura della Repubblica, oltre ad essere segnalati all’Organismo degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi per la conseguente cessazione dall’esercizio dell’attività. 


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