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Attualità Giovedì 04 Giugno 2026 ore 14:20

Morto sul lavoro, cordoglio e rabbia

Foto di repertorio

I sindacati chiedono maggiori tutele per la sicurezza. Commenti di politica e istituzioni



ROSIGNANO MARITTIMO — In seguito all'infortunio mortale sul lavoro, avvenuto questa mattina a Rosignano in cui ha perso la vita un operaio di 34 anni, arrivano le prime reazioni da parte dei sindacati, delle istituzioni e della politica.

"Usb Rosignano esprime la propria vicinanza e il proprio cordoglio alla famiglia del lavoratore che oggi ha perso la vita sul lavoro, e manifesta tutto il proprio sdegno per una tragedia che poteva e doveva essere evitata. - scrive Usb Rosignano in una nota - Ormai andare al lavoro non garantisce più il ritorno a casa. Una situazione inaccettabile che Usb denuncia da anni. Da troppo tempo chiediamo investimenti reali in sicurezza, prevenzione, formazione e controlli efficaci nei luoghi di lavoro, ma continuiamo a scontrarci con l'inerzia di un Governo che non vuole ascoltare le richieste dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali".

"A rendere ancora più grave questa situazione è il progressivo depotenziamento degli organi di vigilanza. Gli ispettori delle ASL e dell'Ispettorato del Lavoro sono sempre meno e spesso non riescono a garantire controlli adeguati sul territorio. Troppe segnalazioni e denunce finiscono per cadere nel vuoto a causa della carenza di personale e risorse, lasciando irregolarità e situazioni di rischio senza le necessarie verifiche. Di fronte all'ennesima morte sul lavoro non bastano le dichiarazioni di circostanza. Servono scelte politiche precise e interventi concreti. Per questo Usb continua a sostenere la proposta di introdurre nel nostro ordinamento il reato di omicidio sul lavoro, affinché chi non rispetta le norme di sicurezza e provoca la morte di lavoratrici e lavoratori risponda delle proprie responsabilità in modo adeguato. Oggi piangiamo un compagno morto sul lavoro. Domani continueremo a batterci perché nessuno debba più perdere la vita per guadagnarsi da vivere", conclude Usb.

Sulla vicenda è intervenuta anche Chiara Tenerini, deputata di Forza Italia e Capogruppo di Forza Italia della Commissione Lavoro alla Camera dei deputati.

"La morte di un operaio di 34 anni questa mattina a Rosignano, durante un intervento di rimozione e sostituzione di una copertura in eternit, è una tragedia che colpisce profondamente tutta la nostra comunità. Alla famiglia del lavoratore, ai suoi cari e ai colleghi rivolgo il mio cordoglio più sincero. - ha detto Tenerini - Di fronte a una vita spezzata mentre si lavora non esistono parole sufficienti. Esiste però il dovere, serio e non rituale, di non voltarsi dall’altra parte..Saranno le autorità competenti ad accertare con precisione la dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità". 

"Ma il tema è evidente: i lavori in quota, gli interventi su coperture fragili, la rimozione di materiali pericolosi come l’eternit richiedono il massimo livello di prevenzione, controllo, formazione e organizzazione. Non basta avere un casco o un’imbracatura se l’intero sistema di sicurezza non è progettato, verificato e rispettato in ogni dettaglio.
La sicurezza sul lavoro non può essere considerata una pratica da archiviare, una firma su un modulo, una voce di costo o un fastidio burocratico. È la misura della civiltà di un Paese e della serietà di un’impresa. Ogni volta che un lavoratore non torna a casa, abbiamo perso tutti: le istituzioni, il sistema produttivo, la comunità.
Come Forza Italia abbiamo sempre sostenuto una linea chiara: più controlli dove servono, più formazione vera, più prevenzione, più responsabilità lungo tutta la filiera degli appalti e dei subappalti, ma anche più sostegno alle imprese che investono seriamente in sicurezza. Perché la sicurezza non si predica il giorno dopo le tragedie: si costruisce il giorno prima, con regole chiare, controlli efficaci e una cultura del lavoro che metta la persona al centro. La Toscana oggi piange un altro morto sul lavoro. Non permettiamo che anche questa tragedia diventi solo una notizia di cronaca destinata a durare poche ore. Il lavoro deve dare dignità, futuro, libertà. Mai la morte", conclude Tenerini.

"Desidero, innanzitutto, esprimere le mie condoglianze ai familiari dell'ennesima vittima sul lavoro, un operaio deceduto a Rosignano Solvay. Un vero e proprio tragico stillicidio che vede, ahimè, la Toscana come una delle Regioni maggiormente gravata da lutti sul posto lavorativo. - ha dichiarato Manfredi Potenti, senatore della Lega - È sempre più urgente, dunque, che tutte le Istituzioni facciano fronte comune davanti a questa vera e propria calamità sociale. Non è ammissibile che una persona esca dalla propria abitazione per andare a svolgere la sua attività e non ci faccia più ritorno perché trova la morte mentre lavora. Bisogna, dunque, investire sempre di più in questo campo ed avere personale numericamente appropriato per i doverosi controlli in termini di sicurezza aziendale."

"Ancora un operaio morto sul lavoro. Basta chiamarle fatalità: la sicurezza deve venire prima di tutto
Sinistra Italiana Livorno esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia, agli affetti, alle colleghe e ai colleghi del giovane operaio morto questa mattina a Rosignano Solvay, dopo essere precipitato dal tetto di un’azienda dove stava eseguendo lavori di rimozione e sostituzione di pannelli. - scrive sui social la segreteria della Federazione di Sinistra Italiana, Provincia di Livorno - Secondo le prime notizie di stampa, la tragedia sarebbe avvenuta poco prima delle 9 in via degli Artigiani; il lavoratore, trentenne, sarebbe caduto da alcuni metri e ogni tentativo di soccorso del 118 si sarebbe rivelato inutile. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine e il personale ASL specializzato in Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro; sempre secondo quanto riportato, il tetto avrebbe ceduto sotto i suoi piedi. Il sindaco di Rosignano, Claudio Marabotti, ha dichiarato che il giovane era al primo giorno di lavoro in quel luogo. Sono circostanze che attendono le verifiche degli organi competenti, ma che consegnano già a tutti noi una responsabilità politica, civile e morale pesantissima".

"Quando una persona muore lavorando su una copertura, mentre rimuove o sostituisce pannelli, il dolore deve accompagnarsi alla domanda più severa: tutto ciò che doveva essere previsto, controllato, organizzato e impedito era stato davvero previsto, controllato, organizzato e impedito? Nei lavori in quota il rischio di caduta e di sfondamento delle coperture è conosciuto, tipico, drammaticamente ricorrente. Proprio per questo la prevenzione deve precedere il lavoro, deve stare dentro la progettazione dell’intervento, nella formazione, nella verifica della praticabilità delle superfici, nei dispositivi collettivi e individuali di protezione, nella vigilanza effettiva, nella catena degli appalti e delle responsabilità.
Usiamo parole dure perché la realtà è dura: questi sono omicidi sul lavoro. Lo sono nel senso politico e sociale più profondo, prima ancora che nelle qualificazioni che spetteranno eventualmente alla magistratura. Ogni volta che un lavoratore perde la vita mentre produce valore per altri, siamo di fronte a un fallimento collettivo; ogni volta che un giovane entra in un luogo di lavoro e non torna a casa, il Paese intero dovrebbe fermarsi, guardare la propria organizzazione economica e chiedersi quanta vita umana viene ancora considerata sacrificabile. Livorno e la sua provincia hanno già pagato un prezzo altissimo. La cronaca recente ricorda altre morti sul lavoro, altre famiglie distrutte, altre comunità colpite. Ogni volta arrivano cordoglio, dichiarazioni, promesse, poi il ciclo riprende. Questo meccanismo va spezzato con scelte concrete: più ispettori, più controlli, più poteri ai servizi di prevenzione, stop alla giungla degli appalti e dei subappalti, responsabilità reale dei committenti, formazione seria, rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza realmente messa in condizione di intervenire, sanzioni efficaci per chi considera la prevenzione un costo comprimibile.
Sinistra Italiana continuerà a battersi perché la sicurezza sul lavoro sia assunta come una priorità pubblica assoluta. La vita di chi lavora viene prima dei tempi di consegna, dei margini, dei risparmi, delle scorciatoie organizzative. In una Repubblica fondata sul lavoro, morire di lavoro è una contraddizione intollerabile, una ferita aperta nella carne viva della Costituzione.
Alla famiglia del lavoratore va il nostro cordoglio più sincero. Alle istituzioni competenti chiediamo accertamenti rapidi, rigorosi e trasparenti. Alla politica chiediamo di smettere di commemorare i morti senza cambiare le condizioni che li producono", conclude Sinistra Italiana Livorno.

"Una nuova tragedia a distanza di pochi giorni da quella di Altopascio, che evidenzia ancora una volta quanto sia necessario e sempre più urgente l’impegno condiviso tra istituzioni, imprese e parti sociali per la sicurezza e la diffusione della cultura delle sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Così il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore al lavoro Alberto Lenzi, commentando la morte di un operaio avvenuta questa mattina in una ditta di Rosignano Solvay.


“Di fronte alle morti sul lavoro non dobbiamo né rassegnarci, né abituarci, perché non possiamo continuare ad accettare che il lavoro costi la vita”, osservano Giani e Lenzi, che aggiungono: “non bastano le parole: servono investimenti, innovazione, controlli, formazione continua e una responsabilità condivisa per costruire ambienti di lavoro sempre più sicuri”.


“La Toscana, nell’ambito delle sue competenze, non ha alcuna intenzione di abbassare la guardia e intende continuare a investire per rendere i luoghi di lavoro più sicuri”, sottolinea l'assessore Lenzi, ricordando il recente stanziamento di 2 milioni di euro di risorse europee per la formazione aggiuntiva. 

“Di pari passo – conclude – bisogna continuare ad operare sull'innovazione, attraverso esperienze di applicazione della robotica e dell’intelligenza artificiale ai processi produttivi più rischiosi, perché la tecnologia può salvare la vita, se viene messa al servizio della sicurezza”.


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