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Attualità Venerdì 07 Agosto 2026 ore 15:33

Parco eolico in mare, Confagricoltura contraria

Guido Folonari, presidente Confagricoltura Livorno

Dubbi sul progetto Atis e interrogativi sul silenzio delle amministrazioni e sull’utilizzo delle royalties



PROVINCE DI LIVORNO E GROSSETO — Mentre il Ministero dell'Ambiente prosegue l'iter autorizzativo del progetto Atis, il maxi-parco eolico offshore composto da 48 turbine galleggianti previsto tra Capraia e Gorgona, nel cuore del Santuario dei Cetacei Pelagos, cresce la contrarietà del mondo agricolo toscano. Ad esprimere una forte preoccupazione è Confagricoltura Costa Toscana attraverso il Presidente di Livorno, Guido Folonari, che chiede maggiore trasparenza e un confronto aperto con il territorio. 

“La transizione energetica è necessaria e non può essere messa in discussione - afferma Guido Folonari il presidente di Confagricoltura Livorno -. Tuttavia, non può trasformarsi in una decisione imposta dall'alto, che ignora la vocazione naturale e produttiva di aree di straordinario pregio ambientale. Ci chiediamo perché sia stata individuata proprio una zona ad altissimo valore naturalistico, a ridosso del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.”

Secondo Confagricoltura, la costa tra Livorno e Piombino ha già sostenuto negli anni un peso considerevole in termini di servitù energetiche e infrastrutturali. 

“Dal rigassificatore agli impianti industriali della Val di Cornia, questo territorio ha già dato molto - continua - . Riteniamo che sia stata raggiunta una soglia di sostenibilità oltre la quale il rischio è quello di compromettere l'equilibrio tra agricoltura di qualità, tutela del paesaggio e turismo lento, che rappresentano una delle principali risorse economiche della costa toscana.” 

Al centro delle critiche vi è anche il ruolo delle amministrazioni locali. “Nonostante la rilevanza dell’opera - prosegue Guido Folonari -, registriamo una sostanziale assenza di posizioni chiare e definitive da parte degli enti coinvolti. Inoltre, alcune richieste di chiarimento inviate da Confagricoltura non hanno ancora ricevuto risposta. Una mancanza di trasparenza che alimenta interrogativi legittimi tra cittadini e operatori economici.” Da qui una domanda provocatoria. “Il silenzio delle amministrazioni è forse legato alle royalties che il progetto potrebbe garantire ai Comuni interessati? E, se così fosse, perché non destinare una parte significativa di queste risorse ad abbattere drasticamente, fino al 90%, i costi energetici delle imprese agricole e vitivinicole del territorio? Per molte aziende, in particolare per le cantine che sostengono elevati consumi per la refrigerazione, il costo dell'energia rappresenta una voce sempre più gravosa. Un intervento diretto in questo senso costituirebbe un concreto ristoro per chi vive e presidia quotidianamente il territorio".

Un'altra questione ritenuta strategica riguarda il trasporto dell'energia prodotta dal parco eolico. Il progetto prevede infatti l'approdo delle connessioni a Rosignano Marittimo e il successivo collegamento alla rete elettrica nazionale. Una prospettiva che suscita timori nel settore agricolo per la possibile realizzazione di nuove infrastrutture terrestri in aree di elevato valore paesaggistico. 

“Ci chiediamo - osserva il presidente di Confagricoltura Livorno - perché non sia stata valutata con maggiore attenzione la soluzione di una linea sottomarina diretta verso l'hub energetico di Piombino. Una scelta che consentirebbe di evitare nuovi elettrodotti o infrastrutture invasive nelle zone di eccellenza agricola e vitivinicola, a partire da Bolgheri, preservando un paesaggio che rappresenta uno dei simboli della Toscana nel mondo.” 

Per Confagricoltura il tema non riguarda soltanto la produzione di energia rinnovabile, ma anche il modello di sviluppo che si intende perseguire.

“Gli agricoltori - conclude - non possono essere ridotti al ruolo di semplici spettatori. Chi lavora la terra è il primo custode del territorio e deve essere coinvolto nelle scelte che ne influenzano il futuro. Per questo chiediamo l'immediata apertura di un tavolo di confronto trasparente e partecipato. La transizione energetica deve rappresentare un'opportunità condivisa per le comunità locali, non un processo che rischia di impoverire il patrimonio paesaggistico, ambientale, turistico ed economico della Costa Livornese e della Maremma a vantaggio di grandi operatori esterni.”


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