Attualità Mercoledì 21 Gennaio 2026 ore 15:27
Il punto sulla sanità a Livorno

L'assessora regionale Monni parla di integrazione col territorio e del progetto del nuovo ospedale
LIVORNO — Vecchio e futuro nuovo ospedale, il cui progetto presto approderà alla conferenza dei servizi, la sanità territoriale destinata ad irrobustirsi e l’integrazione che dovrà necessariamente crescere: quella dell’ospedale labronico con il territorio ma anche quella dell’ospedale - “che non perderà nessuna della sue specialità” rassicura l’assessora Monni -, con l’azienda ospedaliera universitaria di Pisa.
“Perché è giusto - si sofferma Monni - che ogni ospedale continui a crescere ma senza replicare o duplicare servizi, in modo da aumentare il livello di assistenza che offriamo ai cittadini”.
Prosegue a Livorno il viaggio di confronto dell’assessora al diritto alla salute e alle politiche sociali Monia Monni con le operatrici e gli operatori della sanità regionale: un tour operativo e prima di tutto di ascolto, pensato per mettere a fuoco le priorità dei prossimi cinque anni e definire tutti assieme una road map del cambiamento epocale che investirà la sanità regionale. Tappa la mattina all’ospedale di Livorno.
“Un edificio che ha cento anni e si vedono tutti – ammette Monni, parlando con i giornalisti dopo l’incontro con primarie e primari della struttura – ma un ospedale che intendiamo valorizzare e su cui investiremo”.
Un ospedale che assomiglia un po’ alla città che lo ospita: un po’ stropicciata all’esterno, ma ricca di eccellenze appena la scopri.
Nel lungo incontro si è parlato di case ed ospedali di comunità e di come la sanità territoriale cambierà pelle anche agli ospedali. Si è parlato naturalmente dei cantieri e dei lavori sul vecchio ospedale, del nuovo monoblocco che dovrà nascere e dell’investimento importante che l’accompagna: 280 milioni, oltre a 50 milioni di risorse aggiuntive della Regione destinati all’ospedale e al territorio.
“Abbiamo parlato dell'alta specializzazione e dell'eccellenza che caratteristica questo ospedale - spiega ancora ai giornalisti Monni - e sono rimasta molto colpita dalla dicotomia che si registra fra la casa che ospita questa famiglia di medici, che è un vecchio edificio malconcio, e la qualità enorme che si trova dentro questa struttura, dove davvero il personale lavora con una grande famiglia”.
“Siamo consapevoli delle carenze strutturali di questo ospedale – prosegue l’assessora -- Lavoreremo per poter migliorare le condizioni della struttura compatibilmente con il destino diverso che investe le varie parti, perché laddove sono previste demolizioni è impensabile investire denari, mentre ovviamente lo faremo dove è strettamente necessario a garantire la dignità di chi lavora e di chi viene curato all'interno di questa struttura”.
I lavori al padiglione 24 del vecchio ospedale, riferisce la direttrice della Asl Nord Ovest Maria Letizia Casani, "saranno terminati entro fine luglio 2027, mentre l’intervento di ristrutturazione con adeguamento sismico sul padiglione 5 per marzo 2026".
“Continueremo a investire sul personale, sulla sua formazione e sui macchinari che caratterizzano anche una dotazione tecnologica molto elevata di questo ospedale – rassicura ancora Monni - E proveremo ad affrontare insieme questo ponte che ci traghetterà verso il nuovo ospedale”.
“Sull’ospedale di Livorno – conclude Monni investiamo circa tre milioni l’anno per aggiustare ciò che è aggiustabile. E’ chiaro che vogliamo accelerare il percorso per la realizzazione del nuovo monoblocco”.
Lo studio della fattibilità tecnico-economica è ultimato ed è stato elaborato insieme agli operatori e alle operatrici dell’ospedale.
“La nuova struttura – si sofferma Monni – deve nascere attorno alle loro esigenze e alle loro conoscenze. Trasferiremo a breve questo progetto all'interno della conferenza dei servizi, più o meno un paio di mesi, e dopo la conferenza dei servizi passeremo il progetto nelle mani di Inail e entreremo nella fase più operativa”.
“Dall’incontro di oggi – conferma la direttrice generale dell’Asl Toscana nord ovest, Maria Letizia Casani – sono emersi problemi oggettivi, legati in particolare ai limiti strutturali, ma anche un grande orgoglio per la professionalità e la competenza che quotidianamente operano all’interno dell’ospedale”.
“Questo - prosegue - rappresenta un riconoscimento importante per una struttura che esprime numerose specialistiche di secondo livello e che, proprio per la sua complessità e peculiarità, va considerata come una realtà diversa, un patrimonio da salvaguardare e rafforzare in una fase delicata di transizione”.
“Accanto alle criticità – prosegue - è doveroso guardare ai traguardi già programmati. In questo percorso è significativo anche il sostegno della Regione”.
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