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Attualità giovedì 04 marzo 2021 ore 09:44

La cooperazione internazionale in Nicaragua

Il Comune si è aggiudicato un finanziamento di oltre un milione di euro in qualità di ente capofila del progetto NicaraAgua



LIVORNO — L'amministrazione comunale si è aggiudicata un finanziamento di 1 milione e 200 mila euro per un progetto di cooperazione internazionale in Nicaragua con capofila il Comune di Livorno, le cui finalità sono di promuovere la salute e la qualità dell'acqua potabile.

L'Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo ha scelto il progetto presentato dal Comune di Livorno insieme ad altri 11, su 70 proposte presentate a livello nazionale.

NicaraAgua è il nome del progetto, che ha come partner l'Azienda Usl Toscana Nord Ovest, l'Azienda Servizi Ambientali (Asa) e l'Associazione Italia-Nicaragua, Iret-Cnr, Azienda Usl Toscana Centro.

Finalità e caratteristiche del progetto sono state illustrate a palazzo comunale dall'assessora al porto con delega alla cooperazione e alle relazioni internazionali Barbara Bonciani, dal dottori Andrea Grillo e Stefano Bianchi di Asl, da Mauro Rubichi presidente dell'associazione Italia-Nicaragua e da Stefano Taddia, presidente del consiglio di gestione Asa.

"In Nicaragua - spiega l'amministrazione in una nota- l’accesso all’acqua è garantito soltanto parzialmente a causa di infrastrutture carenti e fattori ambientali avversi quali terremoti, eruzioni vulcaniche e fenomeni meteorologici estremi (siccità, alluvioni) accentuati dal cambiamento climatico. Questo contribuisce alla diffusione di varie malattie derivanti dalla contaminazione batterica dell’acqua, malattie trasmesse da vettori (dengue, chikungunya, zika, malaria) e insufficienza renale".

Il progetto ha proprio l'obiettivo di contribuire a ridurre la mortalità e morbilità derivanti da malattie correlate alla qualità dell’acqua.

Si tratta di un vero e proprio lavoro di squadra:

Il Comune di Livorno, nei 24 mesi di durata del progetto, coordina l’attività e garantisce consulenza professionale tramite i propri uffici Ambiente e Lavori pubblici; Asa S.p.A. fornisce consulenza professionale in quanto azienda competente per la distribuzione dell’acqua potabile nel suo territorio di riferimento; Iret-Cnr fornisce consulenza professionale in quanto istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri. Ha già collaborato in progetti di cooperazione internazionale nel territorio interessato effettuando analisi di campioni di acqua, suolo e vegetali.

L'Asl Toscana Centro garantisce la consulenza professionale di esperti del Dipartimento della Prevenzione che hanno già esperienza di progetti di igiene ambientale nel territorio interessato, mentre l'Asl Toscana Nord Ovest, tramite il proprio referente per la cooperazione internazionale, assicura la traduzione dei materiali e supporta la comunicazione tra i partner italiani e nicaraguensi.

Infile, l'associazione Ita-Nica cooordina le attività in Nicaragua tramite il focal point del progetto che cura i rapporti tra i partner e la gestione amministrativa dei fondi.

“E' una grande soddisfazione per me l'approvazione e il finanziamento del progetto NicarAgua da parte di Aics, che il Comune di Livorno ha realizzato come capofila – ha affermato l'assessora Barbara Bonciani durante la conferenza stampa – con la collaborazione di Asl, Associazione Italia-Nicaragua e Asa, che ringrazio. Il progetto si propone di migliorare la qualità dell'acqua e il difficile accesso ad essa da parte della popolazione del Nicaragua. Il mio ringraziamento va anche agli uffici comunali che si occupano di cooperazione e ambiente. Mi preme sottolineare che il Comune di Livorno ha anche attivo su questo progetto il gruppo di lavoro dedicato ai cambiamenti climatici”.

Andrea Grillo, responsabile della Cooperazione Internazionale della Asl ha espresso soddisfazione per il finanziamento del progetto "Apprezzato perché nasce da una esperienza consolidata in Nicaragua nata, prima in Usl 6 Livorno e adesso riportata nella Usl Toscana nord ovest. Ci sono rapporti consolidati con il territorio che sarà protagonista del progetto".

“In Nicaragua - spiega Stefano Bianchi, direttore Nefrologia Area Livornese Sud- c’è una prevalenza netta di malattie renali croniche che raggiunge livelli superiori di 4 o 5 volte a quella osservata in Italia. L’evoluzione di queste problematiche è la dialisi o il trapianto, due possibilità molto difficili da garantire in Nicaragua. La qualità dell’acqua è molto bassa con contaminazioni molto forti che accentuano situazione di difficoltà specifiche. Investire nella prevenzione in sanità comporta sempre vantaggi in termini umani ed economici”.

L'associazione Italia-Nicaragua, da 30 anni presente nel paese sudamericano “Ha sempre cercato di andare incontro alle esigenze delle persone con vari progetti – ha detto il presidente Mauro Rubichi – In Nicaragua l'acqua non manca, ma non è sana. Ora bisogna lavorare su questa grossa contraddizione e trovare una soluzione”.

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