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Attualità martedì 12 gennaio 2021 ore 11:49

“Senza crociere persi 100 posti di lavoro”

Il grido d'aiuto degli autisti Ncc: "Livorno con 600 navi all’anno non è stata inserita tra le 29 città turistiche destinatarie di ristori speciali"



LIVORNO — Circa 100 posti di lavori persi e aziende con fatturati a zero. Gli autisti del servizio di noleggio con conducente di Livorno lanciano un grido d'aiuto.

"Le ultime fatture risalgono a novembre 2019 - spiega Azione Ncc in una nota- quando ancora nell’alta stagione gravitavano intorno al porto circa 60 noleggiatori al giorno che trasportavano ognuno 4-5 croceristi che partivano alla scoperta della Toscana. Poi il lockdown e la fine di tutto". 

“Nonostante questa crisi profonda, questi numeri così drammatici, gli aiuti sono stati irrisori -aggiunge l'associazione-  Anzi, insieme al danno la beffa: Livorno non è stata inserita nella lista delle città ad alta vocazione turistica destinatarie di aiuti speciali, anche se di navi da crociera ne ha ben 600 all’anno, mentre La Spezia, con sole 100 navi e un’unica banchina, sì. Perché?”

“La categoria degli Ncc è stata tra le meno supportate in questa fase - commenta Stefano Giusti, segretario di Azione Ncc - Veniamo considerati nella categoria dei trasporti, quindi sulla carta non dovremmo esserci fermati, ma di fatto lavoriamo esclusivamente con il turismo, che invece ha subito un tracollo”. 

Giusti fa l'esempio di una piccola azienda associata che fatturava 150mila euro l’anno e che nel 2020 avrebbe ricevuto come aiuti 2.200 euro. “Hanno due autisti stagionali che ovviamente non è stato possibile riassumere  - commenta il segretario di Azione Ncc-e che quindi sono senza sostentamento. E’ rimasta solo una segretaria in cassa integrazione che ha lavorato esclusivamente per gestire le cancellazioni che sono arrivate a valanga”.

Qualcosa dovrebbe iniziare a muoversi in estate sul fronte arrivi, ma la preoccupazione rimane: "Tutto è ancora un grande punto interrogativo, e per adesso restano solo conti in rosso e debiti".

“Abbiamo chiesto aiuto, siamo andati fino a Roma a parlare con il premier Conte - prosegue Giusti- ma nulla è cambiato".

"Se per il bene della salute pubblica non dobbiamo lavorare - conclude il rappresentante degli autisti Ncc - dobbiamo pur vivere in qualche modo: che lo Stato ci aiuti con interventi seri e reali”.



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