Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 19:41 METEO:LIVORNO11°14°  QuiNews.net
Qui News livorno, Cronaca, Sport, Notizie Locali livorno
Giovedì 12 Marzo 2026
Tutti i titoli:
corriere tv
Nel Para Ice Hockey esiste il fuorigioco? Otto curiosità sullo sport più elettrizzante delle Paralimpiadi invernali
Nel Para Ice Hockey esiste il fuorigioco? Otto curiosità sullo sport più elettrizzante delle Paralimpiadi invernali

Attualità Giovedì 12 Marzo 2026 ore 17:00

Presidio a Calambrone contro la guerra

Usb: "No alla militarizzaziome delle fabbriche". Protesta contro il materiale bellico



LIVORNO — "Nella giornata di ieri, una nave del Ministero della Difesa ha scaricato una enorme quantità di materiale bellico, decine di mezzi militari e container contenenti, probabilmente, esplosivo, nel porto di Piombino. Non bastava il rigassificatore all’interno del porto (infrastruttura che alimenta ancora di più la speculazione sui beni energetici) da qualche mese Piombino è stato trasformato in un vero e proprio HUB del traffico di armi".

Lo scrive Usb Livorno in una nota.

"Questa volta sono stati coinvolti anche i lavoratori della acciaieria JSW e della Piombino Logistics. - prosegue la nota -Una parte del materiale bellico è stata trasportata all’interno dello stabilimento siderurgico e caricata su rotaia. Usb, non appena ricevuta notizia, ha proclamato sciopero immediato per tutti i lavoratori delle società coinvolte. E’ inaccettabile che si decida di militarizzare una fabbrica per alimentare le politiche di riarmo e di guerra del nostro paese. Così come è inaccettabile che si utilizzi la rete ferroviaria per la sua movimentazione".

"Come Usb - continus la nota - abbiamo deciso di proclamare uno sciopero immediato anche per i lavoratori di Mercitalia (società del gruppo FS) per permettere ai macchinisti di rifiutarsi di movimentare il carico di morte. Siamo in presidio presso la stazione di Livorno Calambrone per protestare la nostra contrarietà all’ennesimo carico di morte che transita nel nostro territorio".

"Invitiamo tutti e tutte i compagni a fare lo stesso durante il tragitto che questo treno percorrerà da Piombino fino a Palmanova e poi probabilmente il porto di Monfalcone per essere imbarcato vero qualche teatro di guerra. Bisogna opporsi al riarmo e alla guerra. Non saranno i lavoratori e le lavoratrici a pagare il prezzo. L’aumento dei prezzi di carburanti, energia e beni di prima necessità sta riportando al centro una questione che riguarda direttamente l’economia reale e la tenuta sociale del Paese. Le tensioni internazionali, l’instabilità dei mercati energetici e l’aumento dei costi delle materie prime stanno alimentando una nuova fase inflattiva che rischia di colpire duramente il sistema produttivo e il potere d’acquisto dei lavoratori.Per un Paese industriale come l’Italia questo significa una cosa molto concreta: aumento dei costi di produzione, pressione sulle filiere industriali, rincari nella logistica e nei trasporti, nuovi aumenti sui beni essenziali. Tutto questo mentre l’apparato produttivo è già attraversato da crisi industriali, ristrutturazioni e processi di dismissione che stanno colpendo interi settori strategici", conclude Usb.


Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno