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venerdì 23 agosto 2019

Attualità lunedì 11 febbraio 2019 ore 17:01

Disturbi apprendimento, nuova sede per il Das

Disturbi dell'apprendimento, nuova sede per il Centro DAS del Comune di Livorno. Al CRED in via Caduti del lavoro il servizio con 10 anni di storia



LIVORNO — Il Centro DAS, servizio educativo rivolto ai bambini della scuola primaria e ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado con disturbi specifici dell’apprendimento, apre le attività nella sua nuova sede: il Centro Ricerca Educativa e Didattica (CRED) del Comune di Livorno in via Caduti del lavoro, 26. Il Centro, attivo dal 2009 nella scuola primaria Campana, è finanziato nell’ambito del Piano Educativo Zonale da Regione Toscana con il contributo del Comune di Livorno. La progettazione e l’organizzazione del Centro DAS continuano ad essere svolte dall'Ufficio comunale Sistemi Scolastici Integrati, Cred e Ciaf, così come il coordinamento delle attività e aggiornamento degli educatori restano a cura dell’Associazione italiana Dislessia (AID) e l’U.F. “Salute Mentale Infanzia e Adolescenza” Azienda USL Nord Ovest mantiene la supervisione tecnica e la formazione del personale. Hanno presentato la nuova fase con una conferenza stampa presso il CRED la vicesindaca Stella Sorgente, il responsabile U.F. "Salute Mentale Infanzia Adolescenza" - Zona Livorno ASL Toscana Nord Ovest, Nicola Artico, la presidente dell’Associazione Italiana Dislessia sez. Livorno, Maria Alotta, la dirigente comunale del settore educazione e istruzione, Susanna Cenerini e la responsabile dell’ufficio servizi scolastici CRED e CIAF, Letizia Vai.

“Ringrazio tutti i presenti per il loro contributo nel rinnovare questa esperienza decennale della quale siamo orgogliosi. Unici in Toscana continueremo infatti ad offrire in questa nuova sede un servizio pubblico di qualità, gratuito, in supporto ai bambini e ragazzi con disturbi dell’apprendimento e alle loro famiglie. Ricordo che dislessia e discalculia rappresentano una delle cause principali dell’insuccesso scolastico e possono portare fino all’abbandono del percorso d’istruzione. Un problema serio che coinvolge circa il 4% degli studenti. Livorno è stato tra i primi comuni italiani ad aver colto l’importanza di questo tema, 10 anni fa, e continueremo ad andare avanti con convinzione sulla stessa strada” ha dichiarato Stella Sorgente, vicesindaca di Livorno.

“Avere migliorato la diagnostica ha aumentato il numero degli utenti sia a livelli di incidenza, quindi di nuovi casi, che di prevalenza - ha precisato Nicola Artico, responsabile U.F. "Salute Mentale Infanzia Adolescenza" dell’ASL Toscana Nord Ovest -. Trovo molto positivo che questa sede sia comunale, lontana quindi dalla connotazione sanitaria, perché non medicalizza. In questo modo è possibile intervenire anche su due elementi decisivi: far aumentare l’autostima di chi soffre di questi disturbi secondari e rassicurare i genitori. Il nostro team oltre a procedere alle segnalazioni degli utenti ha proprio questa funzione di consulenza agli operatori e dialogo coi genitori”

“Il lavoro di rete è alla base del successo di questa esperienza che viene valutata come buona prassi a livello regionale e non solo - ha sottolineato Maria Alotta, Presidente AID Associazione Italiana Dislessia sez. Livorno -. Voglio evidenziare che abbiamo degli ex iscritti Das che frequentano l'università, proprio a chiarire quanto il disturbo non debba portare a marginalità. L’incremento della capacità di autoverifica è chiave di volta per trovare il proprio posto nella società. Ecco perché come AID siamo in contatto anche col mondo del lavoro e il centro DAS abbina ai laboratori anche lo sportello di ascolto per genitori, insegnanti e ragazzi più grandi”.

Lo sportello di ascolto è aperto il primo e secondo martedì del mese con prenotazione telefonica al numero cellulare 331 4351436 (lunedì e venerdì dalle 15 alle 17 e mercoledì dalle 10 alle 12).

Letizia Vai, responsabile dell’ufficio servizi scolastici CRED e CIAF, ha aggiunto in conclusione “Dopo tanti anni di attività del centro DAS posso dire che ho visto un atteggiamento dei genitori sempre più consapevole, cui credo abbiamo contribuito. Curiamo molto la relazione con loro e con gli insegnanti che poi hanno questi bambini e questi ragazzi a scuola tutti i giorni. Ecco perché organizziamo sempre dei momenti di scambio con genitori e insegnanti prima dell’avvio dei laboratori e al termine di questi. Favoriscono l’aumento della consapevolezza e il confronto migliorativo sull’approccio quotidiano con i bambini”



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