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Cronaca sabato 07 novembre 2026 ore 19:00
Malato, muore in carcere. Chiesta l'autopsia

Era in attesa dei domiciliari per le gravi condizioni di salute. La famiglia chiede l'autopsia, la Camera penale sollecita accertamenti.
LIVORNO — La morte di Angelo Giannini, 55 anni, detenuto barese deceduto ieri nel carcere di Livorno, solleva interrogativi sulle condizioni di salute e sull'assistenza ricevuta durante la detenzione. La Camera penale di Bari chiede che venga fatta piena luce sulla vicenda.
Giannini era in carcere da oltre due anni e mezzo, dopo essere stato arrestato nell'ambito dell'operazione 'Codice Interno' e condannato in primo grado a dieci anni e otto mesi.
Si trovava in attesa di lasciare il carcere dopo che la Corte d'Appello di Bari gli aveva concesso gli arresti domiciliari, riconoscendo la gravità delle sue condizioni di salute.
La famiglia, assistita dall'avvocato Saverio Ingraffia, ha presentato un esposto alla Procura di Livorno chiedendo che venga disposta l'autopsia per accertare le cause del decesso.
Sulla vicenda è intervenuta la Camera penale di Bari con una presa di posizione netta: "Una vita umana vale di più di una supposta (e indimostrata) pericolosità sociale. La morte di una persona affidata alla custodia dello Stato riguarda tutti, qualunque sia l'accusa che le viene mossa".
I penalisti chiedono un'indagine "rapida, completa e trasparente" e sollecitano verifiche sull'adeguatezza dell'assistenza sanitaria prestata all'uomo in carcere. Richiamano inoltre le norme che vietano la detenzione per chi è affetto da patologie particolarmente gravi e incompatibili con il regime carcerario.
"Una tutela che giunge quando non può più essere goduta non è una tutela", sottolinea la Camera penale, chiedendo anche l'intervento del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.
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